LA PREVENZIONE ODONTOIATRICA

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Odontoiatria naturale è un approccio globale alle problematiche dei nostri pazienti stomatologici.

La bocca è il primo laboratorio chimico per i nutrimenti e il primo vallo di difesa per gli agenti nocivi di qualsiasi natura, ma, purtroppo, viene spesso negletta, salvo correre dal dentista in caso di problemi acuti, mentre la visita odontoiatrica, salvo diverso parere del sanitario, va effettuata una volta l’anno. Durante tale controllo si verificano i tessuti molli e duri della bocca, s’ispezionano il collo, le stazioni linfonodali e quant’altro attinente. Particolare attenzione deve essere posta a tutte le lesioni orali: bianca, rossa o cronica. Qualunque lesione delle mucose orali che non scompaia entro due settimane, dopo aver eliminato le spine irritative, deve essere considerata sospetta lesione neoplasica; le lesioni rosse non vanno toccate prima di avere emesso una più che sicura diagnosi: sempre meglio un eccesso di scrupolo ed un eventuale controllo istologico negativo, che lasciare degenerare malignamente una lesione. Da non tralasciare che la bocca può essere una localizzazione secondaria di un tumore sviluppatosi in un altro sito. Fattori di rischio del ca orale sono: fumo, alcool, spine irritative (protesi vecchie o incongrue), abitudini alimentari. Massima attenzione deve essere rivolta alla igiene quotidiana dei denti: dentifricio, spazzolino, scovolini, filo interdentale, idropulsore: secondo i consigli del Vostro dentista.

La prevenzione è un aspetto molto importante per la vostra salute e per migliorare la qualità di vita. Alcune lesioni orali da controllare sono:

Le ferite provocate da denti non curati, fratturati, cariati

Alcune malattie delle gengive

Protesi dentarie vecchie, imprecise, incongrue e non rivalutate.

Come prevenire il cancro della bocca:

Non fumare

Non bere dosi eccessive d’alcool

Aumentare il consumo di frutta e verdura

Migliorare l’igiene orale

Lavare i denti almeno una volta al giorno

Controllare periodicamente le protesi dentarie

Visita annuale di controllo della bocca e dei denti

Non trascurare alcuna lesione della bocca solo perchè piccola o indolore, noduli o indurimenti della mucosa, minuscole ulcere, placche bianche o rosse o biancorossastre, specie se sanguinanti, escrescenze, qualunque impedimento ad una corretta masticazione.

Per combattere e vincere gli innumerevoli batteri che ci circondano abbiamo un’arma naturale: la saliva. Essa previene il moltiplicarsi di specie microbiche patogene e salvaguardia la microflora orale.Le ghiandole salivari: parotidi, sottolinguali, sottomandibolari ed altre comuni, secernono circa un litro e mezzo di saliva, con ph fra 6/7, quindi con capacità tampone: se il ph scende sotto 5,5 si ha ambiente acido e si creano le condizioni per le lesioni cariose. Diminuzione di flusso salivare può dipendere da fattori ambientali (tabacco, postura, grado di idratazione), età, sesso, medicinali (analgesici, sonniferi, ansiolitici, diuretici, etc.), alimentazione.

L’Odontoiatria Naturale valuta Olisticamente l’individuo, le sue patologie, le correlazioni energetiche tra i denti ed i meridiani , i circuiti funzionali, la correlazione tra i cinque elementi dell’agopuntura (acqua, fuoco, legno, terra, metallo); ogni dente riflette un muscolo ed un organo.

Tra i materiali normalmente usati nel trattamento della carie dentaria, l’amalgama è quello che deve essere valutato con molta attenzione.

Già dal VII° secolo, in Cina, si usava una pasta d’argento e mercurio per otturare i denti. Nel medioevo, gli alchimisti tutti, erano affascinati da questo metallo liquido, argento vivo, che apriva i pensieri alle congetture più varie.

Nel 1800 in Europa e nel 1830 in USA, si usava regolarmente l’amalgama per le otturazioni dentarie, ma già verso il 1850 vi fù un primo ripensamento: “The American Society of Dental Surgeon ” vietò ai propri iscritti di continuare ad usarlo. Black, verso il 1900, lo consigliava caldamente, anche perché, nel frattempo, era stata modificata la composizione. Per ottanta anni l’amalgama , prima sciolto, poi in dosi capsulate, è stato il materiale di elezione per le otturazioni nei distretti posteriori : resistente, facile da usare, duraturo, economico, rispetto all’alto costo degli intarsi in oro e alla fragilità dei primi compositi per restauri occlusali.

Negli ultimi anni, da più parti, è cominciata una revisione critica sul suo uso e sui suoi possibili effetti collaterali, dovuti essenzialmente al mercurio, presente per il 40-50% in una dose di amalgama.

Vero è che in natura (eruzioni vulcaniche, mari) si trova in grandi quantità, così pure come scarichi di industrie (basti ricordare la sindrome di Minamata, in Giappone); altre fonti di inquinamento da mercurio, sono: alimenti esposti a pesticidi, vecchi tubi dell’acqua, cosmetici, conservanti per il legno, adesivi, batterie, solventi per vernici.

I sintomi da intossicazione da mercurio: insonnia, parestesia, allucinazioni, perdita di memoria, ansietà, dolori muscolari, irritabilità, depressione, infiammazione della pelle, tremori, crampi, disbiosi intestinale, tachicardia, stomatite aftosa, lingua fissurata o a lampone, psoriasi, vitiligine, fatica cronica, alterazioni tiroidee, congiuntivite, ovaio policistico, oligospermia, candidosi.

Ancora oggi si fanno alcune centinaia di milioni di otturazioni di amalgama, in tutto il mondo, nonostante vi siano materiali alternativi : oro per gli intarsi, intarsi in porcellana, compositi della nuova generazione ottimi per i restauri sui posteriori; le otturazioni in composito richiedono solo più tempo, sigillatura e finitura dei bordi.

Non tutti sanno che il primo atto per la tutela della salute dei lavoratori, fu fatto nel 1665, per la protezione dal mercurio. I cappellai erano i lavoratori più esposti ai danni–fisici e mentali- perché il mercurio era usato nella lavorazione del feltro. Chi non ricorda l’omonimo personaggio di “Alice nel paese delle meraviglie”?… Masticando una gomma americana, particelle si staccano dalle otturazioni e il livello di Hg, nella cavità orale rimane elevato per più di un’ora e, dopo la rimozione di una vecchia amalgama, senza i dovuti e necessari accorgimenti, il tasso di Hg nella saliva è elevato e, nelle persone con sintomi da intossicazione, si può avere un peggioramento degli stessi, quindi gli amalgami vanno eliminati secondo procedure apposite.

Il mercurio, nel corpo umano, dopo assorbimento per inalazione o ingestione, va ad interferire con il sistema immunitario, renale, intestinale, riproduttivo, nervoso. A livello immunitario, con prove su topi, si sono avuti casi di malattie autoimmuni. Nel rene si è visto che influisce con l’inulina, il sodio e l’albumina : l’albumina può elevarsi dopo otturazioni con amalgami e i livelli rimangono alti fino ad un anno dopo la rimozione degli stessi. La normale flora batterica intestinale può venire alterata e dare luogo a fenomeni di disbiosi (candida) con sequela di effetti collaterali; non dimentichiamo le correnti galvaniche che si producono in bocca e tendono ad acidificare l’ambiente orale, abbassando il normale Ph e favorendo funghi e lieviti.

Per il sistema nervoso centrale c’è l’ipotesi che intervenga nei prodromi dell’Alzheimer, al pari di altri metalli pesanti.

Per evidenziare una intossicazione da Hg e metalli pesanti, vi sono appositi esami di laboratorio. Per la rimozione degli stessi vi è un protocollo da seguire, pena l’aggravarsi dei sintomi lamentati dal paziente.

Ma allora, qualcuno dirà, come è possibile che persone con 10\12 amalgami non abbiano sintomi e persone con due amalgami sì? Tutto dipende dalle difese e risorse del singolo individuo. Però è inutile tenere l’organismo in attività difensiva al massimo, col serio rischio che non possa intervenire altrove, qualora se ne presenti la necessità o fare esaurire le riserve difensive ed immunitarie, in una lotta che può essere evitata sul nascere.

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