La rigenerazione in endodonzia/cellule staminali

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odontoiatra.it, endodonzia, rigenerazione cellule staminali
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In questo articolo ci occupiamo di un argomento molto importante,l’endodonzia rigenerativa con l’impiego delle cellule staminali.

Il ruolo dell’endodonzia rigenerativa, su denti permanenti immaturi aventi necrosi pulpare, è nel recupero di cellule staminali progenitrici sane a livello della papilla apicale, con alta percentualità di riproduzione, per rigenerare il tessuto perso e continuare, così, lo sviluppo radicolare.
Il primo passo di questa tecnica è la disinfezione chimica, e subito dopo il posizionamento di un preparato terapeutico intracanalare.

Abbiamo tra i medicamenti antibatterici proposti vi sono paste a base di due o tre antibiotici (metronidazolo, ciprofloxacina e minociclina), oppure di idrossido di calcio o, ancora, formocresolo.

In assenza di segni clinici infiammatori, il clinico rimuove poi il medicamento e induce il sanguinamento all’interno dello spazio canalare, attraverso irrigazione e strumentazione canalare. Con il sanguinamento, i fattori di crescita e le cellule staminali dall’area apicale ripopolano la trama di fibrina, inducendo la rigenerazione del complesso pulpo-dentinale. Dopo la formazione del coagulo, il clinico sigilla superiormente lo spazio canalare tramite cemento Mta.

Tuttavia non è sempre possibile sapere il risultato finale della terapia.
Capita che il sanguinamento intracanalare risulta essere scarso e la rigenerazione di tessuto pulpare, non è sempre riscontrata, sia da un punto di vista funzionale che istologico.

Nell’endodonzia rigenerativa vi sono 2 importanti fattori:

-la presenza di coagulo ematico all’interno dello spazio canalare, ricco in proteine e fattori di crescita, che può essere colonizzato dalle cellule staminali progenitrici.

– la disinfezione del canale radicolare, per abbassare la carica batterica e prevenirne la diffusione ai tessuti periapicali, senza effetto tossico sulle cellule staminali e i fibroblasti della polpa

Questo studio ha come obiettivo il miglioramento di entrambi i punti, sviluppando scaffold/strutture per il trasporto e il rilascio controllato di antibiotici. A loro volta i loro obiettivi sono quelli del trasporto a livello intracanalare, uniformemente, le molecole antibatteriche, riducendo gli effetti di tossicità sulle cellule dell’ospite e di costituire un substrato utile alla differenziazione e alla crescita delle cellule staminali.
La riuscita del trattamento è stato osservato per elementi sia mono che pluri-radicolati ed è favorito da una corretta selezione del caso. La storia clinica del dente sembra infatti influenzare lo sviluppo radicolare successivo all’endodonzia rigenerativa: più lunga la necrosi pulpare dell’elemento, più probabile l’iposviluppo della radice.

Oltre ai lunghi tempi di trattamento, i disagi più frequentemente riscontrati risiedono nella formazione di discolorazioni dentali, sono un altro problema, la cui causa deriva soprattutto dall’utilizzo di minociclina durante la medicazione, e nella calcificazione/obliterazione del canale, soprattutto in casi disinfettati con idrossido di calcio.

I punti cardine del trattamento rimangono la conoscenza degli effetti collaterali, il miglioramento del trattamento e la conoscenza totale del caso.

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