La salute orale

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Linee guida sulla salute orale: 360mila bimbi con la carie.

Un problema importante, dal momento che in base ai dati disponibili, il 21,6% dei bimbi italiani di 4 anni e il 43,1% di quelli di 12 anni hanno le carie, «una diffusione ragguardevole, anche se sostanzialmente in linea con i traguardi dell’Oms», si legge nel testo pubblicato dal ministero della Salute. In pratica, calcolano gli esperti, solo in queste due fasce d’età 360 mila bambini italiani fanno i conti con almeno una carie. Il volume in 37 pagine, diffuso sul sito del ministero, raccoglie un lavoro di revisione resosi necessario «a seguito della pubblicazione di lavori scientifici internazionali che hanno portato alla riformulazione di nuove raccomandazioni che vanno a sostituire le precedenti in tema di malattia cariosa e gengiviti». Quanto alle «patologie delle mucose, invece, sono state formulate due nuove raccomandazioni aggiuntive a quelle contemplate nella versione pubblicata nell’anno 2008». Il documento rappresenta un atto di indirizzo «per quanti coinvolti nella gestione della salute del cavo orale ed in particolare per il pediatra, soprattutto di libera scelta, visto il ruolo che tale figura medica ha nella presa in carico dell’individuo in età evolutiva», notano gli autori. Tornando alla questione carie nei bambini, gli esperti sottolineano che, se le prestazioni effettuate nella fascia di età 0-14 anni in un anno (2006) sono state pari a 519.985, «appare subito evidente come queste abbiano coperto solo in minima parte la domanda». Infatti, i dati di prevalenza si riferiscono unicamente a due età campione, mentre le prestazioni si riferiscono al totale della popolazione pediatrica (0-14 anni). Inoltre il 75% circa dei bimbi di 4 anni e il 50% circa di quelli di 12 anni presenta più di una lesione cariosa, e dunque ha bisogno di più prestazioni odontoiatriche. «Dall’analisi dei dati reali (censimento delle strutture odontoiatriche, dati di prevalenza carie e dati di popolazione) è auspicabile e incalzante – scrivono gli esperti – la necessità di attuare, nella popolazione pediatrica italiana, idonee misure di prevenzione. Appare invece più complessa la possibilità di implementare l’offerta terapeutica pubblica in virtù dei costi e della forza lavoro che tale scelta comporterebbe. È verosimile, infatti, ipotizzare che nel prossimo futuro, applicando sul territorio nazionale un programma di prevenzione strutturato, coordinato e basato su linee guida nazionali, l’offerta terapeutica del Ssn si riveli adeguata, in virtù della riduzione della prevalenza di carie.

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