La scialorrea indotta da farmaci

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Scialorrea consiste nella produzione eccessiva di saliva, viene percepita dal paziente come un anormale flusso abbondante o come accumulo di saliva nella bocca. Quest’analisi (1) esamina l’impatto di questo disturbo sulla salute e sulla qualità della vita

Sedativi

Alcuni farmaci causano lentezza dei movimenti e sonnolenza, che possono portare ad una riduzione nella frequenza della deglutizione e ad accumulo di saliva nella bocca. Numerosi farmaci hanno effetti sedativi (2).

 

Diversi casi sono stati attribuiti alle benzodiazepine. Sei casi di polmonite ab ingestis dovuta a scialorrea sono stati osservati in bambini (12 mesi-8 anni) trattati con nitrazepam (0,54-2,4 mg/kg/die) per l’epilessia (3,4). I sintomi includevano tosse e sensazione di soffocamento durante i pasti, accompagnata da fuoriuscita di saliva dalla bocca. Un bambino sviluppò distress respiratorio acuto.

I disturbi sono iniziati immediatamente dopo l’assunzione di nitrazepam o dopo aumento della dose. I disturbi si sono risolti in un caso dopo la riduzione della dose e in due casi dopo la sospensione del farmaco. In un caso il farmaco non fu sospeso e i disturbi persistettero.

L’esito in due casi non è noto (3,4).

Un aumento della produzione di saliva e polmonite ab ingestis sono stati riportati anche con altri farmaci sedativi: specialmente gli antiepilettici (fosfenitoina, tiagabina e zonisamide), gli anestetici come la ketamina e gli anestetici alogenati come il sevoflurano (5-8).

Il litio può provocare sia scialorrea che secchezza delle fauci (9).

Neurolettici

Diversi neurolettici hanno effetti atropinici che causano secchezza delle fauci, mentre altri possono causare la scialorrea. I meccanismi sembrano coinvolgere un aumento del flusso salivare dovuto al blocco del recettore alfa-2 adrenergico e disturbi della deglutizione correlati agli effetti sedativi ed extrapiramidali. I neurolettici possono causare l’accumulo della saliva, accompagnati da fuoriuscita di saliva dalla bocca e polmonite ab ingestis (2).

 

Circa un terzo dei pazienti trattati con clozapina sviluppa scialorrea (10-17).

Una donna di 50 anni con schizofrenia, trattata con dosi crescenti di clozapina, sviluppò per la prima volta scialorrea ad una dose di 150 mg/die. Fu sospettata una polmonite ab ingestis quando sviluppò febbre e tosse produttiva. La sospensione della clozapina portò ad un miglioramento. La reintroduzione graduale di clozapina indusse nuovamente scialorrea ad una dose di 150 mg/die. Infine, la clozapina fu sospesa e la scialorrea si risolse entro 24 ore (11).

L’ipertrofia della parotide è stata associata ad ipersalivazione indotta dalla clozapina (14).

Un uomo schizofrenico di 35 anni, in trattamento con clozapina ad una dose di 400-600 mg/die sviluppò rapidamente un’eccessiva salivazione che peggiorò con l’aggiunta del clonazepam.

Le parotidi erano aumentate di volume e la sua saliva si era addensata. Poiché suoi sintomi psicotici erano migliorati, il paziente scelse di non ridurre la dose (14).

Un uomo schizofrenico di 22 anni stava assumendo aloperidolo ad un dosaggio di 10 mg/die e litio quando le sue allucinazioni uditive peggiorarono. Fu introdotto il risperidone e la dose fu gradualmente aumentata fino a 10 mg/die. Le allucinazioni uditive si risolsero, ma il paziente riferiva la fuoriuscita di saliva dalla bocca durante il giorno, mentre durante la notte bagnava il cuscino (13).

Sono stati riportati casi di scialorrea anche con l’olanzapina.

Colinergici

I farmaci che hanno un’azione parasimpaticomimetica (colinergici) inducono una produzione abbondante di saliva fluida (2).

Gli inibitori delle colinesterasi usati nella malattia di Alzheimer per la loro azione colinergica (donepezil, rivastigmina e galantamina) stimolano le ghiandole salivari. Agiscono indirettamente, prevenendo la degradazione dell’acetilcolina dall’acetilcolinesterasi nello spazio sinaptico (18).

Fino al 22 agosto 2008, la rete inglese di Farmacovigilanza aveva ricevuto 9 segnalazioni di ipersecrezione salivare in pazienti trattati soltanto con donepezil (19).

La scheda tecnica americana della galantamina riporta che, nei trial clinici, nei pazienti trattati con questo farmaco si è verificato occasionalmente un aumento della secrezione salivare (20). La scheda tecnica americana della rivastigmina riporta che la salivazione eccessiva si può verificare nei casi di overdose (2,21). I farmaci utilizzati per la miastenia possono provocare effetti simili (22).

La pilocarpina è un farmaco parasimpatimimetico usato in alcuni colliri per il trattamento del glaucoma ad angolo aperto e per via orale per l’iposcialia e per la xerostomia (23).

La scialorrea può verificarsi indipendentemente dalla via di somministrazione.

 

Altri farmaci

Altri farmaci usati in un’ampia varietà di indicazioni possono causare scialorrea: il suxamentonio blocca la deglutizione, l’adrenalina stimola la secrezione salivare per il suo effetto simpaticomimetico e l’irinotecan aumenta la produzione di saliva per il suo effetto colinergico; l’albumina, il triossido di arsenico, l’olsalazina e l’apomorfina sono altri potenziali induttori (24,25).

 

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