LA STERILIZZAZIONE E PREVENZIONE

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odontoiatra.it, sterilizzazione, disinfezione
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I rischi delle contaminazioni crociate durante le devitalizzazioni

Recenti indagini micro-biologiche hanno messo in evidenza che le normali e più diffuse tecniche di detersione, disinfezione e sterilizzazione degli strumenti endodontici sono, talvolta, inadeguate per garantire la completa eliminazione dei residui organici. (Ref / Italian Dental Journal, anno VI, nº 9/2011)

Il Centro Odontoiatrico S. Michele, al fine di ridurre la possibilità di contaminazione crociata, ha modificato il protocollo operativo utilizzando esclusivamente strumenti canalari monopaziente

Trattamento dell’acqua

Il Centro Odontoiatrico S. Michele da alcuni anni ha deciso di investire nel miglioramento della qualità biologica dell’acqua dei riuniti trattandola con apposite attrezzature.

Tutta l’acqua proveniente dalla rete idrica fluisce attraverso un primo filtro per eliminare le impurità più grossolane, successivamente è convogliata in un addolcitore per ridurne la durezza.

A questo punto l’acqua è sottoposta ad un procedimento di filtrazione tramite osmosi inversa, cioè l’acqua addolcita viene spinta sotto pressione attraverso una membrana e stoccata in un serbatoio di accumulo, quindi addizionata con soluzione stabilizzata a base di perossido di idrogeno e argento. L’acqua in uscita dal serbatoio alimenta più riuniti contemporaneamente.

L’acqua del riunito è così costantemente disinfettata in modo continuo e automatico e periodicamente analizzata.

La soluzione stablizzata a base di perossido di idrogeno e argento ha una accertata attività e, per la sua efficacia, è utilizzata nelle reti ospedaliere.

L’eliminazione nel corso del trattamento, di sostanze inorganiche come il calcare, i nitriti, i metalli pesanti, facilita l’eliminazione di biofilm, cioè di pellicole biologiche di comunità batteriche che aderiscono in modo persistente alle pareti dei circuiti idrici.

L’acqua così trattata è utilizzata anche nel locale di sterilizzazione e poiché è demineralizzata alimenta le autoclavi in funzione nel Centro Odontoiatrico.

Sterilizzazione

La sterilizzazione è un requisito irrinunciabile dell’attività odontoiatrica e la conoscenza del rischio è fondamentale nella gestione dello studio odontoiatrico.

Una parte del rischio deriva dall’ambiente quindi da tutto ciò che circonda pazienti e operatori. Nell’ambiente una patologia si può trasmettere per mezzo dell’acqua, dell’aria, degli strumenti, delle superfici ambientali e tramite il contatto tra soggetto e soggetto.

Mezzi di difesa essenziali nella pratica odontoiatrica sono l’antisepsi, la disinfezione e la sterilizzazione fisica e chimica.

Il rischio infettivo è una criticità per tutti gli operatori, è quindi fondamentale che tutti conoscano i rischi insiti nella propria attività ma anche gli efficaci mezzi di protezione oggi a disposizione al fine di tutelare sia la salute del paziente sia la propria.

Le misure di protezione si dividono in dirette e indirette.

Le misure dirette: disinfezione, sterilizzazione degli strumenti e delle apparecchiature inclusi i circuiti idrici.

Le misure indirette: pulizia e disinfezione dell’ambiente e dell’unità operativa, dei mezzi barriera, dell’abbigliamento, uso di materiale monouso.

Le assistenti del Centro Odontoiatrico sono state formate e responsabilizzate relativamente ai rischi di infezione in campo odontoiatrico e alle relative misure di protezione al fine di salvaguardare la salute dei pazienti e degli operatori .

Tra un paziente e l’altro, l’area di lavoro e le apparecchiature vengono pulite e disinfettate, tutti gli strumenti sono sterilizzati.

L’efficacia dei procedimenti di disinfezione e di sterilizzazione dipendono dalla correttezza nell’esecuzione del trattamento, secondo protocolli convalidati.

Controlli periodici sono indispensabili per verificare la sterilità degli strumenti, dei materiali e delle attrezzature.

Il Centro Odontoiatrico S. Michele è dotato di un locale dedicato alla sterilizzazione, attrezzato di vasca di decontaminazione, pulitrice ad ultrasuoni, termodisinfettore (lavastrumenti), imbustatrice, etichettatrice e autoclave.

Il materiale contaminato è smaltito secondo i protocolli previsti dalle leggi vigenti.

Gli strumenti da sterilizzare seguono un protocollo rigido che prevede varie fasi :

-Gli strumenti sono posti nella vasca di decontaminazione preventiva, per un trattamento con un appropriato biocida.

-In alcuni casi gli strumenti richiedono l’utilizzo della vasca ad ultrasuoni per migliorare la detersione.

-Al termine del trattamento gli strumenti sono trasferiti nel termodisinfettore (lavastrumenti).

-Asciugatura

-Imbustamento degli strumenti, ogni busta contiene (generalmente) un solo strumento o più strumenti da usare insieme, ma viene (sempre e solo) utilizzata per un singolo paziente.

-Etichettatura delle buste riguardante la gestione della tracciabilità dello strumentario e dei materiali sterilizzati che assicura una reperibilità certa dei lotti sterilizzati. Il sistema permette di avere:

– rintracciabilità del carico sterilizzato;

– rintracciabilità del singolo strumento e la definizione su quale paziente è stato utilizzato;

– gestione degli strumenti sterili e il loro periodo di mantenimento sterile

-Sterilizzazione in autoclave, classe B, a vuoto frazionato collegata con una stampante che documenta tutte le fasi della procedura di sterilizzazione.

Tutti i processi di sterilizzazione vengono monitorati sistematicamente attraverso sistemi di controllo che rispondono a principi fisici, chimici e biologici e che si avvalgono di indicatori specifici.

– Integratore per la sterilizzazione – Con estensore munito di indicatore è un integratore chimico da utilizzare in tutti i cicli di sterilizzazione a vapore. L’avvenuta sterilizzazione si avverte per semplice lettura dello stato di avanzamento della barra migrante, zona ROSSA (FAIL) non sterile, zona VERDE (PASS) sterile. Il test viene datato, supervisionato dall’operatore e conservato (allegandolo alla relativa stampa del ciclo di sterilizzazione).

– Pacco pronto monouso per l’esecuzione del test di Bowie & Dick consente di verificare sia le condizioni di vuoto all’interno della camera, sia la natura del vapore utilizzato. Ogni 30 giorni viene utilizzato un “pacco prova” standardizzato e conforme alle normative. Il test va eseguito con camera vuota. A termine del ciclo stesso, viene controllato che il foglio con indicatore chimico abbia un viraggio omogeneo. Il test viene archiviato (allegandolo alla relativa stampa del ciclo di sterilizzazione).

– Dispositivo per la valutazione della capacità di penetrazione del vapore all’interno di carichi cavi consente di verificare che la rimozione dell’aria nei corpi cavi (turbine, manipoli, ecc..) è stata corretta. Ogni 15 giorni viene utilizzato un “tubo lungo due metri” con una capsula in cui si immette l’apposito indicatore chimico standardizzato e conforme alle normative. Il test va eseguito con camera vuota. A termine del ciclo stesso, si controlla che il viraggio sia omogeneo. Il test viene archiviato (allegandolo alla relativa stampa del ciclo di sterilizzazione).

– L’indicatore biologico è concepito per il controllo dei processi di sterilizzazione a vapore.

E’ rappresentato da una preparazione standardizzata secondo norma EN 866 di spore di Bacillus stearothermophilus, uno dei microrganismi più resistenti al calore. I test si presentano sottoforma di fiale. Devono essere inserite nella camera di sterilizzazione, anche con presenza di carico. Viene eseguito il ciclo, al temine si estraggono le fiale, si attivano e si inseriscono nell’incubatore a 57ºC per 48 ore. Trascorso tale periodo, si valuta lo stato della fiala (il colore giallo è indice di crescita batterica – lettura positiva) e viene confronto con un indicatore attivato ma non sterilizzato. Il test viene archiviato (allegandolo alla relativa stampa del ciclo di sterilizzazione).

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