La tomografia volumetrica cone beam

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odontoiatra.it, tomografia volumetrica
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Posizione degli endodontisti europei.

Nel numero di giugno dell’International Endodontic Journal è stato pubblicato il primo position statement della Società europea di endodonzia riguardo all’utilizzo della tomografia volumetrica cone beam (Cbct). Secondo i due presidenti dell’Ese (European Society of Endodontology) Gunnar Bergenholtz e Claus Löst, «la decisione di preparare il documento non è stata difficile, visto il rapido sviluppo della Cbct, il suo potenziale uso improprio e i possibili rischi connessi alle radiazioni ionizzanti. Il position statement è basato sull’evidenza scientifica e tiene conto della letteratura più aggiornata nel campo della Cbct». L’ampia visualizzazione, l’acquisizione tridimensionale e l’altissima definizione sono alcuni degli importanti vantaggi rispetto alla diagnostica tradizionale ma, come per qualunque apparecchiatura che fa uso di radiazioni ionizzanti, la dose di radiazione deve essere il più possibile ridotta.
Attualmente esistono sul mercato oltre 40 tipi di scanner Cbct, che differiscono in quanto a specifiche, esposizione, dosaggi effettivi e qualità delle immagini: anche di questo devono essere consapevoli i clinici, per i quali risulta necessaria una conoscenza di base e un aggiornamento continuo sulla tecnica e sui macchinari.

Le linee guida sono state stilate per aiutare gli endodontisti che stanno già utilizzando la Cbct e quelli che pensano di farlo in futuro e sottolineano che questa metodica deve essere impiegata con criterio, quando i benefici sono superiori ai rischi; a questo proposito, la Società europea di endodonzia sottolinea l’opportunità di una discussione franca con i pazienti, che devono essere adeguatamente informati prima di essere sottoposti alla procedura.

Il nucleo più significativo del testo elaborato dall’Ese è costituito da un elenco delle situazioni in cui può essere considerato l’utilizzo della tomografia volumetrica cone beam:
• diagnosi di segni radiografici di patologia periapicale quando ci sono segni o sintomi contraddittori (non specifici);
• conferma di cause patologiche non odontogeniche;
• controllo o gestione di traumi dento-alveolari complessi, come lussazioni gravi, sospetta frattura in zona sopra-alveolare e fratture radicolari orizzontali, che non possono essere facilmente valutate con le immagini radiografiche convenzionali;
• valutazione di sistemi dei canali radicolari molto complessi, prima del trattamento endodontico (per esempio, denti invaginati di classe III e IV);
• controllo dell’anatomia di canali radicolari molto complessi prima di un ritrattamento endodontico non chirurgico;
• controllo di complicazioni intervenuto dopo trattamento endodontico (per esempio, perforazioni) quando le radiografie convenzionali non hanno fornito informazioni sufficienti;
• controllo o trattamento di riassorbimenti radicolari, che clinicamente appaiono potenzialmente trattabili;
• controllo pre-chirurgico prima di interventi complessi di chirurgia periradicolare (per esempio a denti posteriori).

Il position statement è disponibile sul sito dell’Ese (www.e-s-e.eu).
La società scientifica europea si riunirà per il congresso biennale a Barcellona esattamente tra un anno, dal 16 al 19 settembre 2015. Titolo del congresso sarà “Endodontics: where biology and technology merge”.

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