La ZIRCONIA sogno o realtà?

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I TIPI DI MANUFATTI REALIZZABILI

Il metodo di lavorazione della zirconia, messo a punto negli ultimi tre anni dall’oratore, consente molteplici realizzazioni in campo odontotecnico: dagli abutment per impianti con esagono interno ed esterno, a ponti di tre elementi, fino ai ponti circolari. Nelle protesi estese e particolarmente in quelle supportate da monconi implantari è sempre difficile evitare il basculamento. Particolarmente dimostrativo delle potenzialità di tale tecnica è il caso di un ponte su sei impianti. Il manufatto, grazie all’accuratezza dell’esecuzione di tutti i passaggi, è stato alloggiato sul modello in modo preciso appena tolto dal forno. La massima esattezza è richiesta infatti fin dalla prima tappa del lavoro che consiste nella preparazione del modello in resina.

 

Questo può già essere provato in bocca in modo da aversi una certa iniziale garanzia del buon adattamento finale, il quale sarà naturalmente confermato dalla prova nel cavo orale del ponte fresato in zirconia (copiando il modello) e sinterizzato. In caso si riscontrassero problemi di fit, si dovrà rifare solamente la struttura in zirconia, senza essere costretti a sacrificare anche il lavoro di ceramizzazione.

 

Un accorgimento necessario è quello di conservare integra tutta la parte di materiale che residua, dopo la fresatura, internamente all’arcata, così che sia essa (e non la travata) ad appoggiare sul supporto durante il procedimento ad alta temperatura e si prevengano possibili deformazioni. (Fig. 1)

 

Questa parte, dopo la rimozione dal forno, è eliminata per mezzo di un apposito disco sottile, mentre il ponte dovrà essere ancora completamente liberato dai perni di mantenimento.

 

Occorre prestare cura perché le zone di congiunzione fra gli elementi dentali siano abbastanza resistenti; particolare attenzione richiedono, nei ponti circolari, i connettori fra incisivo centrale e laterale quando entrambi sono pilastri: infatti essi possono risultare troppo deboli per resistere alle forze di leva considerevoli che si esercitano in questa sede.

 

Il sistema consente di realizzare anche corone telescopiche, procedura un po’ troppo impegnativa ma possibile, se richiesta espressamente dall’odontoiatra. La costruzione di attacchi in zirconia non pare molto logica dal momento che la protesi scheletrica non potrà che essere in metallo.

 

Più interessante è la possibilità di eseguire ponti su intarsi, che mostrano un’ottima chiusura marginale sui monconi di un modello non scomponibile, senza alcuna ribasatura in ceramica. (Fig. 2) In futuro si potrà sviluppare forse una tecnica di tipo press-over che preveda un nucleo interno di zirconia su cui sia possibile pressare della ceramica.

Per concludere si porta un esempio ulteriore della versatilità del metodo: due elementi con vite occlusale,

 

realizzati, per mancanza di spazio in senso verticale, in pura zirconia fresata sulla quale si sono apportati solamente colori di superficie e una leggera glasatura.

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