L’Acido Polilattico

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odontoiatra.it, acido polilattico
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L’azione dell’acido polilattico è possibile ridurre la profondità delle rughe ed aumentare i volumi sottocutanei mediante un aumento dello spessore del derma per formazione di neocollagene.

Non è un vero e proprio filler, è piuttosto un “induttore” dell’ispessimento dermico. Una volta introdotta nel derma stimola i fibroblasti a produrre collagene.

L’acido polilattico è un polimero dell’acido lattico, si produce per sintesi chimica e ha una totale biodegradabilità e biocompatibilità se iniettato nei tessuti umani. Nello specifico vuol dire che, il principio attivo viene completamente riassorbito nell’arco di 5-6 mesi. Inoltre è immunologicamente inattivo e quindi risponde a quei criteri di sicurezza che tanto cerchiamo quando iniettiamo qualsiasi sostanza nel viso. E’ praticamente esente dal rischio di reazioni di tipo allergico

E’ possibile ridurre la profondità delle rughe ed aumentare i volumi sottocutanei.
L’acido polilattico non è un vero e proprio filler, ma piuttosto un “induttore” dell’ispessimento dermico. Una volta introdotta nel derma stimola i fibroblasti a produrre collagene.
La peculiarità dell’acido polilattico è quella di determinare un aumento dello spessore del derma per formazione di neocollagene. In altre parole le microparticelle di acido polilattico vengono ricoperte da una mousse di collagene fatto dal paziente che va ad ispessire il derma e ad aumentare il tessuto sottocutaneo. Quindi quando l’acido polilattico viene riassorbito (circa 6 mesi) resta il collagene che si è formato, e questo per un tempo piuttosto lungo.

E importante capire che l’insorgenza della correzione non avviene come per i normali filler immediatamente, ma insorge gradualmente nei mesi successivi. La durata della correzione è variabile in base alla frequenza con cui viene sollecitata la zona sede dell’impianto; tendenzialmente il risultato è massimo da 6-8 sino a 12-14 mesi dopo il primo impianto, ma può differire molto da paziente a paziente.

Il risultato ottenuto avrà una durata di circa 2-3 anni e sarà comunque sempre possibile effettuare dei richiami. la tecnica e la diluizione non è corretta si può avere la comparsa di noduli sottocutanei che possono persistere per lungo tempo.

Il suo utilizzo da ottimi risultati nel trattamento delle rughe principali, per esempio delle rughe naso geniere, ma la peculiarità dell’acido polilattico consiste nel ringiovanimento di aree intere del viso: tutta la regione periorale per esempio o le intere guance.

E’ una vera e propria alternativa al lifting, l’acido polilattico (commercializzato come Sculptra ®) è un polimero sintetico biodegradabile, assorbibile ed immunologicamente inerte, utilizzato in medicina estetica per correggere imperfezioni ed inestetismi del volto, quali:
Rughe superficiali
Piccoli solchi/pieghe naturali della pelle
Piccole lesioni cicatriziali chirurgiche o lasciate dall’acne
Zigomi cadenti, poco accentuati e scarsamente evidenti
Mento “debole” e poco armonioso
Occhiaie marcate causate dalla cosiddetta “lacrima di valle” (inestetismo tipico dell’invecchiamento, caratterizzato dal marcato assottigliamento della pelle nella zona periorbitale e dalla “discesa” della palpebra inferiore)

In particolare le guance rispondono bene al trattamento, in tutti quei casi nei quali iniziano ad apparire quelle rughine verticali, dapprima solo quando si ride, ma in seguito anche a riposo. Ma comunque, in tutti i casi di perdita di spessore del sottocute.
Anche per gli zigomi e per sostenere le rughe nasogeniene può essere molto utile. E’ importante capire che non si deve trattare la singola ruga, ma tutto il distretto che presenta l’inestetismo.

Nei 2-3 giorni successivi il trattamento, sarà opportuno evitare l’esposizione a temperature troppo calde o troppo fredde. Subito dopo l’impianto inoltre, è fondamentale il massaggio, meglio se fatto direttamente dall’operatore. Infatti le microparticelle di acido polilattico devono essere distribuite con assoluta uniformità nel distretto trattato: questo darà luogo ad un risultato uniforme ed assai naturale.
Se invece in qualche punto si forma un accumulo di acido polilattico, questo darà luogo ad un accumulo di collagene. E’ quindi assolutamente evidente che il massaggio è fondamentale per la distribuzione uniforme del principio attivo.

Trattandosi di iniezioni, il trattamento all’acido polilattico non è completamente indolore: difatti, la maggior parte dei pazienti che richiede un simile intervento lamenta fastidio, bruciore od una spiacevole sensazione di pizzicore, sia durante che dopo l’inoculazione del prodotto sottopelle. Per ovviare a questo inconveniente, minimizzando il dolore, la zona da trattare viene generalmente anestetizzata con creme ad azione anestetica locale (es. lidocaina, mepivacaina cloridrato).

Le microparticelle di acido polilattico, opportunamente diluite in acqua sterile, vengono iniettate molto lentamente nello strato sub-dermico attraverso siringhe munite di aghi sottilissimi.
La presenza di acido polilattico nel derma stimola gradualmente la sintesi di collagene: così facendo, è possibile apprezzare – anche se solo dopo 4/6 settimane – un considerevole aumento di volume delle aree atrofiche del volto.

Dopo un periodo di tempo variabile dai 12 ai 30 mesi, l’acido polilattico viene completamente riassorbito dalla pelle: per questa ragione, la molecola viene considerata un filler biologico riassorbibile (nonostante alcune fonti, erroneamente, lo considerino un filler semipermanente).

Come accennato, l’effetto soft-lifting promosso dall’acido polilattico non è visibile immediatamente. Si stima che per ottenere un risultato apprezzabile e soddisfacente, siano necessarie almeno 3 sedute per la correzione di piccoli difetti del volto e 5-6 trattamenti per ripristinare gravi alterazioni di natura prettamente estetica (es. volumizzare mento e zigomi).

Le iniezioni all’acido polilattico rappresentano una importante alternativa, peraltro mininvasiva e di lunga durata, alla chirurgia estetica per la correzione dei difetti tipici dell’invecchiamento cutaneo.
Se rapportato agli altri tipi di fillers, l’acido polilattico eccelle per più caratteristiche:
Lunga durata dell’effetto (12-30 mesi)
Scarsi effetti collaterali
Qualità del materiale iniettato
Biodegradabilità del prodotto
Da non dimenticare, poi, che l’acido polilattico corregge i difetti del volto assicurando un effetto completamente naturale, senza influenzare in alcun modo la mimica facciale.

L’incidenza di effetti indesiderati – come piccoli ematomi, ecchimosi, edemi, infezioni, rossore o piccoli sanguinamenti – dopo un trattamento con acido polilattico è pressoché paragonabile a quella degli altri fillers. Tali esiti, tuttavia, tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di pochi giorni.

La presenza di malattie della pelle, patologie autoimmuni, neoplasie od altri disturbi maggiori costituisce un pesante limite all’utilizzo di fillers in genere, compreso quello all’acido polilattico.

Questo genere di trattamento è consigliabile a tutti quei pazienti che godono di buona salute. Non può essere impiegato nelle donne in stato interessante, durante l’allattamento, e nei soggetti allergici a questa sostanza ovviamente.

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