L’alimentazione dei piccoli pazienti

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La celiachia e l’odontoiatria
Nei confronti del contesto clinico delle sindromi da malassorbimento, i medici e, da par suo, anche gli odontoiatrici stanno manifestando una forte presa di coscienza a riguardo.

E’ imprenscindibile il rispetto rigoroso di una dieta priva di glutine nella gestione del paziente celiaco, che dovrebbe portare alla risoluzione dei sintomi, il recupero della mucosa intestinale e la prevenzione delle complicanze a lungo termine ad essa associate.
Oggi parliamo di questa malattia per informare sulle recenti modifiche al percorso diagnostico ed evidenziare le manifestazioni orali e dentali della condizione patologica, al fine di dotare i dentisti e gli igienisti degli strumenti per favorire la diagnosi precoce e l’inizio del trattamento per i bambini affetti da celiachia.
Le caratteristiche cliniche della celiachia sono state accuratamente descritte già nel 1887 da Samuel Gee. Il ruolo della farina di frumento e della segale nel causare celiachia è stato formulato da William Dicke, un pediatra olandese, nel 1940. Il concetto di una dieta priva di glutine (GFD) come trattamento per celiachia è stato messo a punto dopo aver osservato che un miglioramento dei sintomi si è verificato nel pazienti celiaci durante la Seconda guerra mondiale, quando è stato ridotto il consumo di grano. La proteina del glutine in frumento, orzo e segale è stata successivamente identificata come l’agente causale per celiachia. Negli ultimi due decenni, la comprensione della celiachia è cambiata, passando da una enteropatia rara a una enteropatia sempre più frequente (prevalenza di 1 su 2500 a 3000 bambini).
Gli specialisti del cavo orale, odontoiatri e igienisti, hanno contatti regolari con i bambini, questo permette loro di essere in prima linea nella diagnosi della celiachia.
Quando si sospetta la presenza di celiachia, i professionisti del dentale devono mettersi in contatto con il medico di medicina generale per organizzare lo screening per la celiachia. La sierologia positiva (elenco esami disponibili a richiesta) richiederà l’invio del paziente a un gastroenterologo pediatrico per confermare la diagnosi.

I bambini devono continuare a essere seguiti dal pediatra o dal gastroenterologo pediatrico, inizialmente a intervalli mensili 3-6 mesi, poi annualmente.
I piccoli pazienti saranno ripetutamente valutati durante la crescita e lo sviluppo, l’utilizzo di una dieta priva di glutine è fondamentale, come la diagnosi precoce e altre associazioni autoimmuni quali il diabete e l’ipotiroidismo spesso associate. La diagnosi precoce e il lavoro del nutrizionista hanno un valore inestimabile soprattutto per spiegare il ruolo della dieta priva di glutine nella gestione del CD.
Valutazioni orali
Nei pazienti affetti da celiachia le manifestazioni orali e dentali possono anticipare la diagnosi definitiva. Difetti dello smalto dentale, eruzione ritardata dei denti, ulcere aftose ricorrenti (RAU) sono manifestazioni ben note nei pazienti affetti da celiachia. I bambini con celiachia hanno una maggiore prevalenza di aftosi cronica che può causare notevole disagio e ostacolare l’efficacia delle misure quotidiane di igiene orale. I dentisti e gli igienisti hanno contatti regolari con i bambini e quindi la visita dal specialistica è fondamentale per porre il sospetto di celiachia.
La prevalenza complessiva di difetti dello smalto dentale in pazienti celiachia con dentizione mista o permanente varia dal 9,5% al 95,9% (media 51,1 %); la prevalenza nella dentizione decidua è del 5,8% al 13,3% (media 9,6%). Uno studio italiano, che ha valutato 166 pazienti tra i 2 ei 17 anni di età, ha riferito la prevalenza di afte ricorrenti nel 69% nei pazienti con celiachia.
Le manifestazioni dentali e orali specifiche di celiachia sono ormai sempre più riconosciute e comprendono; glossite atrofica, difetti dello smalto dentale, carie dentale, eruzione ritardata dei denti, aftosi cronica, cheilite angolare, manifestazioni orali di dermatite erpetiforme.

Le altre manifestazioni i orali/periorali, come la glossite atrofica e la cheilite angolare, possono sorgere come fattore secondario allo sviluppo di carenze nutrizionali o anemia in associazione con la celiachia. La glossite atrofica si pone come secondaria alla atrofia selettiva delle papille filiformi, conseguente alla comparsa clinica di una lingua liscia lucida, ed è stata segnalata come la prima manifestazione orale. Infine aggiungiamo che, la celiachia è una condizione permanente causata da una reazione immunitaria mediata all’ingestione del glutine. Il miglioramento della sensibilità e la specificità degli screening sierologici oltre la maggiore consapevolezza della condizione hanno indotto una migliore identificazione della malattia.

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