LE GERANIACEAE (seconda parte)

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Geranium robertianum LINN, (erba roberta) è una specie così denominata in onore di San Ruperto, vescovo di Strasburgo, vissuto nel VII secolo, che avrebbe avuto il merito di scoprire le pro­prietà emostatiche di questa pianta.

  • Geranium robertìanum è ricco in tannini (importante azione astringente, antiinfiammatoria, antiemorragica e cicatrizzante). La pianta veniva largamente utilizzata per frenare le emorragie interne. Già raccomandato nel XII secolo da Santa Ildegarda, pa­trona d’Europa, il Geranium veniva anche somministrato contro il mal di denti e nei problemi urinari e renali (calcoli, gotta) come buon diuretico.

Il Mattioli lo cita come rimedio per la febbre e i dolori.

Kobert lo utilizzava come astringente uterino, in caso di meno- metrorragie.

  • La “teoria della segnatura” aveva individuato in questa pianta dai fusto rossastro, proprietà di rigenerazione sanguigna.

Troviamo il Geranio, citato in molti altri testi antichi, come erba importante sotto forma di impacchi per la cura delle ferite, degli edemi e delle infiammazioni mucose, spesso associata ad altri fitoterapici classici quali Achillea millefolium.

Il botanico Castore Durante scrive: “sana le fistole e le ferite fre­sche applicandovi l’herba con le radici fresca: e facendovi fo­mento giova alle podagre e à i dolori artetici’’.

Bock lo consiglia nei fibromi uterini e nelle escrescenze cutanee. Halier ne propone un uso topico sul seno Infiammato in caso di ingorgo latteo o mastite in corso di allattamento.

Il contenuto in acido gallico ne giustifica l’uso tradizionale in ca­so di oftalmie.

In veterinaria il decotto di erba roberta veniva impiegato per disinfettare il cavo orale e le gengive dei bovini colpiti dall’af­ta epizootica, epidemia che un tempo decimava mandrie e greggi.

Attualmente, per uso interno, si utilizzano gli infusi delle foglie in caso di gastrite con tendenza ulcerativa e diarrea in relazione ad infiammazioni intestinali di origine infettiva, in tempo di crisi l’infuso di questa erba comunissima può rap­presentare un ottimo rimedio naturale per la dissenteria.

Si possono utilizzare anche 20 gocce di TM 4 volte al giorno, di­luite in una tazza di infuso di limone, ortica o santoreggia.

Altre importanti indicazioni sono le menorragie e le infiammazio­ni uterine. In questi casi le 20-30 gocce di TM (3-4 volte al gior­no), dovrebbero essere assunte con un infuso di acanto, di ci­presso o di vite.

Studi scientifici sull’animale da esperimento, effettuati con de­cotti, hanno dimostrato che Geranium robertianum può esse­re efficace nelle forme lievi ed iniziali di diabete grasso, per il suo effetto ipoglicemizzante che può arrivare alla riduzione del 35% « della glicemia.

Il suo effetto sulla glicemia, analogamente a quanto accade con gli estratti di Vaccinum myrtillus (mirtillo nero), si verifica dopo 60 minuti circa dall’assunzione.

Questo starebbe ad indicare che queste due essenze non agi­scono tanto sulla secrezione di insulina o sull’assorbimento cel­lulare di glucosio, ma sull’assorbimento ed il metabolismo dei carboidrati.

Il Geranium, analogamente ad un’altra pianta, la Gymnea silve- stris, diminuisce – inoltre – il desiderio e l’assunzione di cibo: que­sto lo indica come interessante rimedio per la Sindrome meta­bolica.

Dovendo somministrare un infuso di Geranium robertianum in un paziente affetto da diabete grasso, sarà molto utile l’associazio­ne con infusi di Salvia officinalis, oltre che di Vaccinum myrtillus.

Interessantissimi sono gli studi effettuati sui mitocondri di fegato di ratto in vitro che dimostrano che preparati a base di foglie di Geranio, in presenza di acido succinico, aumentano l’efficienza della fosforilazione ossidativa, sequela di reazioni biochimiche notoriamente deficitaria nei Mammiferi.

In caso si vogliano sfruttare le proprietà diuretiche dell’erba roberta si possono assumere 3-4 tazze al giorno di decotto o 20-30 gocce di TM, diluite in una tazza di infuso di carciofo, meliloto o bardana.

Il Geranium robertianum, analogamente al fungo Reishi e come poche altre sostanze in natura, è una fonte importante di Ger­manio, elemento antiossidante essenziale per la utilizzazione di ossigeno a livello mitocondriale e – quindi – per la produzione di energia cellulare.

Caratteristica della cellula neoplastica è l’inefficienza mitocon­driale e la scarsa disponibilità energetica che la rende atta alla continua proliferazione ma non alla differenziazione-maturazio­ne, da cui si deduce l’interesse, ancora interlocutorio, nella tera­pia del cancro.

Uno studio condotto in Serbia con estratti di Geranium robertia- num e Symphytum officinale ha evidenziato interessanti capaci­tà antiossidanti, oltre che citotossiche, nei confronti della cellula neoplastica.

Oltre al Germanio, il Geranium robertianum contiene altri mine­rali vitali quali Ferro, Calcio, Magnesio, Potassio, Fosforo e vita­mine A, B e C. Tutto questo giustifica il suo impiego come tonico e la sua utilità nella stanchezza cronica.

Ricerche effettuate in Giappone hanno dimostrato che l’enzima triptasi degrada la matrice extracellulare, in particolare quella del derma.

Si arriva alla distruzione della membrana basale con destruttu­razione della cute.

I raggi ultravioletti artificiali o solari attivano questo enzima che è alla base di queH’invecchiamemto-degenerazione cutanea che si osserva dopo l’eccessiva esposizione al sole dei vecchi “lupi di mare” e delle donne ossessionate dell’abbronzatura È stato dimostrato che estratti di Geranium robertianum ini­biscono la triptasi e quindi antagonizzano il foto-invecchiamento.

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