Le otturazioni mininvasive.

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Il termine odontoiatria mininvasiva è un nuovo orientamento odontoiatrico che predilige la conservazione dell’integrità dei tessuti.

Poiché anche noi siamo convinti che si debba percorrere questa strada, eseguiamo gli interventi di <a href=”http://www.studiodeodato.it/conservativa.asp”>conservativa</a> (otturazioni ecc.) tentando di rimuovere esclusivamente i tessuti affetti da patologie, senza estenderci oltre.

Tale approccio è oggi consentito dalla tecnologia dei compositi e delle tecniche adesive. I materiali che usiamo sono biocompatibili e prodotti da aziende leader. Per le otturazioni mininvasive si utilizza un materiale composito biocompatibile fotopolimerizzabile. Attraverso l’applicazione di tecniche appropriate e grazie all’abilità dell’operatore, si riesce ad eguagliare il dente naturale sia dal punto di vista del colore sia nell’aspetto (di colore “bianco”).

Il minimo grado di invasività dell’intervento è permesso da una serie di procedure e tecniche che permettono, innanzitutto, di riconoscere precocemente la presenza di carie, in modo da bloccare in tempi quanto più brevi possibili l’avanzare della stessa nell’elemento dentale riducendo al minimo i danni e dunque la quantità di tessuto effettivamente rimosso nel corso della cura.

I compositi: i materiali cui si faceva accenno sopra, i cosiddetti compositi utilizzati per le otturazioni, sono composti da una resina fluida e da un riempitivo di carattere solido che, miscelandosi, danno origine ad una pasta viscosa, con ottime proprietà di aderenza al dente curato.

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