Le patologie delle mucose orali

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L’asma è una delle patologie croniche più diffuse, anche in età  evolutiva. Non è correlato a specifiche lesioni orali, ma la prolungata profilassi o terapia con steroidi topici per via inalatoria puo` danneggiare la barriera della mucosa orale e alterare l’ecosistema orale, predisponendo a candidosi orofaringea. Inoltre, alcuni farmaci, in associazione alla prolungata respirazione orale, possono indurre xerostomia.
Reflusso gastroesofageo Il reflusso gastroesofageo puo` comportare un abbassamento del pH orale. Questa condizione, se protratta e non controllata, determina erosioni dentali, disgeusia, disfagia ed eritema diffuso delle mucose. Gli stessi rischi si verificano anche in
caso di piccoli pazienti affetti da patologie caratterizzate da vomito ricorrente (anoressia e bulimia nervose).
Nefropatie. Nei pazienti affetti da insufficienza renale acuta o cronica puo` manifestarsi una stomatite uremica, caratterizzata da placche bianche ipercheratosiche multiple di aspetto simil-leucoplasico e lesioni ulcerative ricoperte da pseudomembrane. Possono essere associati xerostomia, bruciore, alitosi e sovrainfezioni batteriche, virali e fungine. Le lesioni orali tendono a regredire con il miglioramento del quadro clinico renale.

Nelle patologie delle mucose orali si prevedono terapie farmacologiche con antibiotici, antinfiammatori non steroidei, steroidi, vasodilatatori, antiepilettici, immunosoppressori e terapie antineoplastiche. Numerose terapie farmacologiche, utilizzate in età pediatrica, soprattutto se di lunga durata, possono indurre alterazioni della flora batterica orale, con conseguente sviluppo di micosi opportunistiche come la candidosi (spesso associata a disfagia) e ulcerazioni di varia severita`.. Inoltre, alcuni farmaci, come gli antiepilettici e gli immunosoppressori, possono agire direttamente sui tessuti gengivali, favorendo aumenti del volume gengivale e parodontopatie. Alcune categorie di farmaci, in soggetti predisposti, possono indurre reazioni allergiche o immunomediate (eritema multiforme – sindrome di Stevens-Johnson) con severo coinvolgimento delle mucose orali e periorali (lesioni atrofiche, erosivo-ulcerative, pseudomembranose e crostose). Le stomatiti sono una comune complicanza delle terapie antiblastiche. conseguenti a una loro azione diretta sulle mucose orali e gastrointestinali (mucositi tossiche) oppure indiretta, secondaria all’immunodepressione (mucositi infettive). Nel 2005, la Multinational Association of Supportive Care in Cancer and International Society for Oral Oncology e l’American Academy of Pediatrics hanno proposto linee guida finalizzate alla prevenzione e alla terapia delle mucositi orali e gastrointestinali, enfatizzando l’approccio multidisciplinare allo scopo di ridurre la sintomatologia e controllare le sovrainfezioni. Il dolore correlato alle mucositi puo` essere controllato con analgesici topici e agenti non steroidei (benzidamina). Le mucositi infettive sono riconducibili a infezioni micotiche, batteriche e virali e si sviluppano soprattutto in caso di prolungati stati di grave neutropenia.

Le immunodeficienze primitive sono molto rare e si classificano sulla base del difetto immunitario principale. Le piu` gravi sono spesso letali o richiedono il trapianto di midollo. La maggior parte delle manifestazioni orali delle immunodeficienze primitive nei bambini e` caratterizzata da ulcere (facilmente infettabili), gengiviti, parodontopatie e candidosi. La piu` comune tra le immunodeficienze primitive e` la carenza selettiva di IgA, la cui prevalenza nella popolazione generale e` di circa 1 su 600 individui. La mancanza della cosiddetta ‘‘vernice antisettica’’ delle mucose predispone a infezioni ricorrenti delle vie respiratorie e digerenti, malattie allergiche e malattie autoimmuni. A livello della mucosa orale, tale carenza comporta una maggiore suscettibilita` a sviluppare lesioni ulcerative. Tra le immunodeficienze secondarie la piu` frequente e` l’HIV/ AIDS. A causa della riduzione di linfociti T CD4+, il paziente sieropositivo per HIV o in fase di AIDS conclamato e` soggetto a stomatiti di origine micotica, virale o batterica. La candidosi orale associata a HIV si presenta frequentemente anche nelle fasi iniziali della malattia, sotto forma di patina bianca asportabile diffusa a tutto il cavo orale, con particolare coinvolgimento del palato e della lingua. Non trattare tali lesioni contribuisce ad aumentare la morbilita` associata all’AIDS, rischiando di favorire l’instaurarsi di un’esofagite da Candida spp. Prima di iniziare un trattamento antimicotico, e` indispensabile identificare l’agente eziologico responsabile della candidosi: questo permette di impostare una terapia mirata e di evitare l’insorgenza di farmacoresistenze. La terapia topica non è adeguata in questi pazienti. Le infezioni di origine virale sono dovute soprattutto al gruppo dei virus erpetici (HHV-8, HSV-1, HZV), al citomegalovirus (CMV) e al virus di Epstein-Barr (EBV). Tra questi, l’HSV-1 si manifesta con ulcere localizzate alla lingua, al palato duro e alla gengiva.  La risposta del paziente alla terapia in fase iniziale di patologia e` buona; tuttavia, con il tempo si instaurano resistenze e l’infezione diventa sempre piu` aggressiva. L’HZV, raro nel bambino sano, puo` essere segno precoce di AIDS nel bambino sieropositivo. Anche il papillomavirus umano (HPV) può dar luogo a lesioni orali che si manifestano con aspetto verrucoso; queste risultano sensibili alla podofillina e alla crioterapia. Le infezioni orali di origine batterica provocano principalmente gengiviti, intenso eritema e parodontopatia. Nei pazienti disabili (disordini psicomotori, malattie mentali e sindromiche) i problemi a carico del cavo orale sono essenzialmente dovuti alla scarsa igiene orale, che spesso si traduce in un aumento di lesioni cariose, gengivite, parodontite e infezioni orali. La condizione e` dovuta fondamentalmente a una limitata collaborazione da parte di questi pazienti alle normali manovre di igiene orale, alla difficolta` durante la masticazione e alla dieta ricca di alimenti cariogeni (cibi frullati, edulcorati, appiccicosi, ecc.). Molti di questi pazienti, inoltre, sono soggetti a continui traumatismi, involontari o meno, delle mucose orali (lingua, labbra, mucosa geniena); tali lesioni sono spesso soggette a sovrainfezione batterica e micotica.

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