L’endodonzia chirurgica, l’otturazione della cavità retrograda

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odontoiatra.it, endodonzia chirurgica
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Anche in questo articolo, analizzeremo la tematica dell’endodonzia chirurgica, concentrandoci nello specifico sull’otturazione della cavità retrograda. Usare il MAP System nella endodonzia chirurgica assicura un preciso controllo del materiale da otturazione, che viene compattato con facilità nella cavità retrograda senza alcuna dispersione nell’osso e nei tessuti molli circostanti. Dopo l’esecuzione della cavità retrograda mediante le punte da ultrasuoni e controllato il sanguinamento nella breccia ossea, lo specialista di endodonzia chirurgica suggerisce all’assistente di miscelare il cemento MTA dell’adeguata consistenza e di provare il puntale nella cavità retrograda, al fine di verificare che abbia la dimensione giusta, l’altro collaboratore porge l’ago carico di materiale. L’MTA deve avere una consistenza equilibrata, cioè, bagnata e asciutta al punto giusto. Il materiale troppo bagnato è di difficile compattazione nella cavità retrograda. Invece, è troppo asciutto è di difficile l’estrusione del materiale dall’ago e la siringa si intaserà In tal caso, non si deve premere con forza eccessiva. Il pistone in PEEK non è sufficientemente rigido, si fletterà in prossimità dell’attacco a baionetta e quindi dovrà essere sostituito. Per tale motivo, nel corso di un intervento di endodonzia chirurgica è buono due aghi pronti a portata di mano. Ogni apporto di materiale viene quindi compattato all’interno della cavità mediante l’utilizzo dei micro-plugger e, per migliorare ulteriormente la sua compattazione, eliminare il rischio di incorporare bolle d’aria e migliorare il suo adattamento alle pareti canalari, l’operatore chiede all’assistente di appoggiare al plugger metallico una punta da ultrasuoni attivata. Infine, si conclude l’otturazione, mediante compattazione del materiale in esubero, successivamente tolto rimosso mediante delle curette. Attraverso un micro-brush un po umido si deterge e si rifinisce la superficie dell’otturazione. L’esecuzione della sutura sotto il microscopio operatorio Questo articolo è dedicato all’esecuzione della sutura sotto il microscopio operatorio.
Tale procedura assicura un’ accuratezza migliore nel riposizionamento del lembo, garantendo una perfetta guarigione per prima intenzione, senza il rischio di formazione di cicatrici
Un esperto di esecuzione della sutura sotto il microscopio operatorio, nonché autore di tale articola, no è concorde con altri autori che consigliano l’utilizzo del microscopio operatorio per l’osteotomia, il curettage, l’apicectomia, la preparazione della cavità retrograda, l’otturazione retrograda e la documentazione, ma non per l’incisione del lembo ne´ per la sutura. Spesso, Suturare sotto il microscopio operatorio è difficoltoso, in primis nelle regioni posteriori, ma l’accuratezza nel riposizionamento assicurata dal microscopio non è paragonabile a quella garantita dagli occhiali telescopici o dall’occhio nudo!
La sutura ha l’obiettivo di fare in modo che i tessuti molli siano in posizione nel corso della guarigione e non deve favorire la colonizzazione batterica.
Quando il riposizionamento è accurato vi è guarigione in 24-48 ore e, dopo tale periodo, la sutura è rimossa. Mantenuta per più tempo, la sutura può solo trattenere placca e operare come irritante, ma sarà sommersa di batteri e genererà infezione e la guarigione sarà ritardata. La seta non è più indicata come materiale per la sutura, perché agevola la colonizzazione dei batteri. Rispetto al suddetto materiale, Il nylon è colonizzato con più lentezza ma ha ila caratteristica di essere decisamente rigido, irrita il labro e/o la guancia.
La sutura Tevdek è formata da un innovativo materiale in fibra intrecciata di poliestere ricoperta di politetrafluoroetilene. È decisamente resistente alla colonizzazione dei batteri, non è rigida e non è irritante. La misura consigliata per la sutura è 6-0. È posta in essere con punti staccati, partendo dalla sona più distale. L’ago viene inserito nella gengiva del lembo ed esce dalla gengiva aderente. Il punto di entrata e quello di uscita dell’ago devono essere equidistanti dalla linea dell’incisione. Il nodo non deve giacere sopra l’incisione ma deve essere spostato apicalmente a essa. Questo favorirà la sua rimozione ed impedirà che la porzione di sutura esterna ai tessuti scorra nei tessuti stessi spostando ridotte quantità di placca quando in seguito viene rimossa. Come già detto, la rimozione può avvenire già dopo solo 24/48 ore. Questo perché, dal momento che l’epitelio migra alla velocità di 1 mm in 24 ore, se il riposizionamento del lembo e quindi la sutura sono stati accurati, lo spazio da colmare per l’epitelio è inferiore al millimetro. Passato questo tempo, la ferita è, molto probabilmente, chiusa e la sutura non ha più funzioni.

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