Lesione esofitica palatale in paziente parzialmente edentulo

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Ci viene inviato, per  essere  sottoposto ad approfondimento diagnostico, un paziente di sesso maschile di 75 anni, parzialmente edentulo e riabilitato mediante protesi removibili. Il paziente presenta sul palato, nel settore frontale, un’ampia lesione esofitica non dolente di colorito roseo che ricopre il residuo radicolare dell’elemento 1.1. Radiograficamente non si riscontrano alterazioni. Ottenuto il consenso informato si programma la rimozione chirurgica della lesione, che sarà inviata all’esame istologico. Sulla base del referto istologico è posta diagnosi di fibroma traumatico.

DIAGNOSI E CURA

Il referto istologico documenta un’iperplasia del connettivo denso con infiltrato flogistico linfo-plasmacellulare perivascolare coperto da un epitelio ipercheratosico. Una  delle  lesioni  orali  di  più  frequente riscontro in odontoiatria è il fibroma traumatico,  noto  anche  come  fibroma da irritazione o iperplasia fibrosa locale a sottolineare come, più che una vera e propria neoplasia, la lesione costituisca l’espressione di un’esagerata reazione riparativa tessutale messa in atto dal connettivo in risposta a un insulto cronico. Più frequente nel sesso femminile e in soggetti adulti, si localizza in quelle aree della mucosa orale più frequentemente soggette a traumi quali la mucosa coperta da protesi mobili (soprattutto se queste non sono congrue con i tessuti sui quali poggiano, come nel caso in questione), il labbro inferiore, la mucosa geniena, i bordi laterali della lingua. La lesione, sessile o peduncolata, di dimensioni di solito non superiori a 1,5 cm, ha un aspetto clinico privo di caratteristiche univoche: inizialmente si presenta come una massa di consistenza parenchimatosa e di colore rosso a causa dello sviluppo di tessuto di granulazione, in seguito il tessuto assume un aspetto più fibroso, la consistenza aumenta e il colore vira al roseo a causa della scarsa vascolarizzazione del tessuto fibroso esuberante. La superficie è liscia ma a volte le lesioni, soprattutto le più grandi, possono ulcerarsi. Il potenziale di crescita è limitato. All’esame  istologico  appare  chiaro  che l’aumento  di volume della  mucosa  è  il risultato di modificazioni del connettivo subepiteliale: la lamina propria è sede di una proliferazione di tipo fibroso e di un infiltrato infiammatorio di tipo cronico. Generalmente la lesione non è dolente né dolorabile, fanno eccezione i casi in cui è presente ulcerazione o sovrainfezione da Candida albicans. Il trattamento consiste nell’escissione chirurgica. La recidiva è possibile se permane lo stimolo traumatico cronico.

 

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