Lesione vascolare del labbro trattata con laser a diodi: case report

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odontoiatra.it, laser a diodi
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Introduzione

La classificazione delle lesioni vascolari del cavo orale è complessa ed è di recente cambiata. Per semplificare si possono suddividere tali lesioni in due grossi gruppi: neoplasie (per lo più benigne) e malformazioni vascolari [1]. L’emangioma è una lesione vascolare benigna del cavo orale e può presentarsi anche nel bordo vermiglio labiale [2]. Le malformazioni vascolari comprendono una serie di patologie caratterizzate dall’alterazione della proliferazione delle strutture vascolari. Queste alterazioni possono essere congenite o acquisite, in genere queste ultime compaiono dopo un evento traumatico oppure un intervento chirurgico [3]. Colpiscono più frequentemente gli uomini e raramente colpiscono il tessuto labiale. La diagnosi di queste lesioni è essenzialmente clinica corredata da indagini strumentali come l’Eco Color Doppler, anche se l’uso di un agoaspirato può essere di aiuto al clinico per una diagnosi immediata e per evitare biopsie che potrebbero causare un copioso sanguinamento. Spesso è possibile apprezzare una pulsazione dei vasi sanguigni coinvolti [3]. Un’altra entità vascolare che interessa il labbro è l’arteria dal calibro persistente. Si tratta di un’arteria che infiltrandosi anche nei tessuti sottomucosi non si ramifica e non si riduce di calibro, determinando la formazione di lesioni esofìtiche labiali, che talvolta possono andare incontro ad ulcerazione e quindi ad emorragia [4]. Anche in questo caso un esame clinico e un esame ecografico ci possono condurre alla diagnosi senza effettuare biopsie sul paziente. Varianti benigne di lesioni vascolari che possono interessare il labbro, sono state descritte in letteratura seppur molto rare come angioleiomioma eangiomiolipoma [5,6,7]. Il trattamento di questo tipo di lesioni è spesso richiesto solo per motivi estetici, in quanto asintomatiche, soprattutto se di dimensioni inferiori ad 1 cm e con poco rischio di traumatizzazione. Tra i trattamenti proposti in letteratura scientifica abbiamo la scleroterapia ovvero iniezioni con il sodio tetrade-cilsolfato [8,9], la crioterapia con azoto liquido [10], la terapia fotocoagulante con laser a neodiomio (1064 nm) e con laser a diodi ad alta intensità [11,12,13]. Lo scopo di questo lavoro è di documentare un caso di lesione vascolare del labbro, insorta in una giovane adulta nell’arco di poche settimane, trattata con successo con tecnica mini-invasiva attraverso l’uso del laser a diodi 810 nm.

Caso clinico

Una paziente donna di 29 anni giunse alla mia osservazione per una lesione esofitica labiale. All’anamnesi riportava buono stato di salute generale, recente tendenza a fragilità capillare. Riferiva che da alcune settimane, la lesione continuava a crescere nonostante le precedenti terapie topiche prescritte dai dermatologi. Il primo aveva fatto diagnosi di manifestazione herpetica e quindi la paziente era stata trattata con terapia antivirale topica senza alcun beneficio. Il secondo dermatologo fece diagnosi di granuloma labiale e le prescrivette una terapia antibiotica topica, mentre la lesione continuava a crescere. All’aspetto clinico si manifestava come una lesione di colore rosso, di circa 1,5 cm di diametro, che si ischemizzava alla digitopressione (Fig. 1). Si decise di sottoporre la paziente ad esame ecografìa), che confermò il sospetto diagnostico di lesione vascolare benigna. Vista la sede e la sporgenza della lesione, quindi il rischio che potesse essere traumatizzata con possibile emorragia, si decise di intervenire in maniera conservativa. La paziente fu sottoposta a 3 sedute di fotocoagulazione eseguite con laser a diodi 810 nm, a distanza di 2 settimane da ciascuna seduta. La fibra utilizza era di 320 micron, attivata, e veniva portata a circa 10 mm dalla mucosa interessata con movimenti circolari. Sono stati eseguiti 2 cicli da 60 secondi a 2,5 watt di potenza; 2 cicli da 60 secondi a 3 watt e infine altri 2 cicli con potenza a 3,5 watt (Fig. 2). Dal giorno successivo la lesione divenne scura e di dimensione inferiore (Fig. 3). A 2 settimane la lesione era notevolmente ridotta in volume (Fig. 4). Nelle due successive sedute solo 2 cicli da 60 secondi a 2,5 watt e 2 cicli a 3 watt erano stati eseguiti (Figg. 5 e 6). Dopo 2 mesi la lesione regredì completamente senza cicatrici e senza alterazione della sensibilità (Fig. 7). Oltre alle patologie già citate, tale lesione potrebbe essere posta in diagnosi differenziale con granuloma piogenico [14], con angiofibroma , con l’emangioma cavernoso [16], con l’emangioma epitelioide. Il granuloma piogenico è una entità che interessa la cute o la cavità orale caratterizzata dalla formazione di papule eritematose, tuttavia raro nel labbro. L’angiofìbroma è una lesione di tipo vascolare benigno che raramente interessa il labbro, più frequentemente la mucosa nasale [15]. L’emangioma cavernoso colpisce prevalentemente i bambini, e quando si presenta una dilatazione abnorme dei vasi sanguigni al suo interno viene soprannominato cavernoso. L’emangioma epitelioide è estremamente raro ad eziologia sconosciuta e differisce dalle altre lesioni vascolari per la presenza di cellule endoteliali frammiste a cellule epiteliali [17]. In questo caso descritto, l’ecografia del tessuto labiale è stata sufficiente per chiarire la natura benigna della lesione vascolare e si è deciso di trattarla nella maniera più conservativa possibile. L’uso degli agenti sclerosanti è stato documentato in letteratura, sebbene possa essere connesso all’insorgenza di minimi effetti collaterali, mentre l’uso della crioterapia ha mostrato ottimi risultati, ma in uno studio recente è stato connesso con la presenza di gravi lesioni agli organi trattati e dolore, anche se non sulla mucosa orale. Il trattamento laser delle lesioni vascolari orali, sembra essere un ottimo presidio, e in letteratura sono state riportate differenti lunghezze d’onda usate. In un recente studio il laser a Neodimio è stato utilizzato per trattare con successo 93 pazienti con lesioni labiali, senza alcun danno collaterale, con un massimo di 2 sedute. Bacci et al. [11] hanno effettuato sedute di laser terapia su 59 pazienti con patologie vascolari labiali, effettuando solo in 6 casi dei trattamenti aggiuntivi, con effetti collaterali trascurabili. L’uso del laser a diodi 810 nm con potenze variabili tra i 2,5 e i 3,5 watt per lesioni vascolari labiali oltre il centimetro non è stata ancora documentata in letteratura. Le patologie del labbro spesso vengono considerate di pertinenza del dermatologo, pur appartenendo alla cavità orale la mucosa labiale. Attraverso l’uso di dispositivi sicuri, di facile utilizzo è possibile gestire all’interno dello studio odontoiatrico questo tipo di lesioni, offrendo un servizio in più al paziente, ed una opportunità per lo studio odontoiatrico. Il laser a diodi può essere considerato sicuro ed efficace nel trattamento delle lesioni vascolari del labbro.

Fig. 1 Situazione iniziale
Fig. 2 Seduta di terapia laser 808 nm con watt 3,5-2,5
Fig. 3 Lesione ad 1 gg dopo la prima seduta
Fig. 4 Lesione a 2 settimane, prima della seconda seduta
Fig. 5 Lesione dopo la seconda seduta Laser
Fig. 6 Lesione in netta guarigione
Fig. 7 Situazione finale, guarigione completa

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