L’interazione fra amalgama e altri metalli presenti nel cavo orale

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L’amalgama dentario, un materiale da ricostruzione che è stato largamente usato in odontoiatria, si ottiene dalla miscela di mercurio con altri metalli come argento, zinco, oro, stagno e rame. Nonostante il  suo impiego si sia notevolmente ridotto negli anni, grazie all’avvento dei materiali compositi e polimerici, rappresenta comunque
una possibile scelta terapeutica per l’odontoiatra. I principali vantaggi dell’amalgama sono la sua durabilità nel tempo e i costi minori rispetto ad altri materiali. Gli svantaggi sono invece: la mancanza di estetica dovuta al color argento tipico di questi restauri; la preparazione della cavità, che dovrà essere ritentiva e perciò più invasiva; infine, anche se discussa, la sua potenziale tossicità per la salute dovuta all’aumentata esposizione al mercurio sia per i pazienti sia per gli odontoiatri. La presenza di ricostruzioni in amalgama può determinare diversi fenomeni collaterali a livello della cavità orale. In alcuni soggetti sensibili la lega metallica dell’amalgama può causare irritazioni da contatto, arrossamenti o vere e proprie ulcere, spesso più marcate nelle prime settimane dopo il posizionamento. In pazienti con ipersensibilità ad alcuni metalli contenuti nella lega può insorgere dolore a causa dell’irritazione a livello della polpa dentaria dell’elemento ricostruito. Infine, in presenza di altri metalli o leghe, come le leghe auree delle corone protesiche o l’acciaio di perni prefabbricati o dispositivi ortodontici, possono insorgere fenomeni di bimetallismo o galvanismo, con la generazione di potenziali elettrici favoriti dalla saliva che funge da mezzo di conduzione. In presenza di amalgami dentari, o in previsione di introdurre restauri protesici a base metallica, un’attenta valutazione della situazione orale e dei metalli
presenti è fondamentale per prevenire indesiderati fenomeni collaterali come nel caso descritto.

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