Lo sbiancamento dentale

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odontoiatra.it, bleaching, sbiancamento
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Lo sbiancamento dei denti, bleaching nella terminologia internazionale, è un trattamento essenzialmente di cosmesi che rientra nella cosmetic dentistry od odontoiatria cosmetica, il cui obiettivo è, tramite lo schiarimento del colore dei denti, migliorare e ringiovanire il sorriso. L’odontoiatria cosmetica presuppone la presenza di totale salute degli elementi dentari da sbiancare e dei tessuti parodontali. L’esecuzione deve essere affidata a personale sanitario, odontoiatra e/o igienista, in grado di valutare e selezionare attentamente il  paziente da sottoporre al trattamento sbiancante. Ove la figura professionale sia presente, la comunicazione e lo scambio di informazioni con il paziente sono veicolati e filtrati dall’igienista, in occasione e come estensione logica delle sedute di igiene e durante i trattamenti periodici di mantenimento. Lo sbiancamento è sempre più richiesto e sempre più offerto dagli operatori, in quanto la nostra società impone stili di vita nel rispetto del benessere e dell’estetica, con l’obiettivo di prolungare la durata e la qualità della vita e quindi della giovinezza. In quest’ottica ben si inserisce l’estetica della bocca, che rappresenta un primario veicolo di comunicazione verbale e non verbale. Un bel sorriso esprime desiderio di apertura verso l’altro, desiderio di stabilire un contatto, di farsi accettare, di rendersi disponibili. Una volta assicurate le necessità primarie, oggi sempre più si possono assecondare l’esigenza e il desiderio di migliorare la propria immagine attraverso lo sbiancamento/schiarimento del colore dei denti, come valore aggiunto, gratificante e rinforzante il bisogno di sicurezza e le necessità di realizzazione sociale e familiare. Può sembrare banale, ma un bel sorriso può cambiare la vita di una persona. Oggi possiamo offrire ai pazienti che lo richiedano una vasta gamma di possibilità di sbiancamento, con la certezza che tutti funzionano in quanto tutti utilizzano come ingrediente attivo il perossido di idrogeno, considerando che il perossido di carbamide sviluppa perossido di idrogeno e urea, ad alta concentrazione o a bassa concentrazione. Le differenze consistono nella percentuale di ingrediente attivo, nel tempo di contatto, nei metodi di applicazione, negli additivi e, non ultimo, anzi di notevole efficacia sull’utente, nelle strategie di marketing, che influenzano la scelta del paziente. Questo lavoro ha come obiettivo di offrire gli strumenti necessari per affrontare con competenza e professionalità l’argomento. Il segreto del successo di un trattamento sbiancante consiste nell’ottenere un risultato soddisfacente, evitando sgradevoli effetti collaterali, come la sensibilità dentinale acuta. I principi attivi più utilizzati per il bleaching delle discromie intrinseche sono il perossido di carbamide o perossido di urea o urea peridrolo (H2 N-CO2-NH2.H2O2) e il perossido di idrogeno (H2O2). Il perossido di carbamide è una sostanza analoga al perossido di idrogeno, con le stesse proprietà antibatteriche, ma più maneggevole e più stabile e con il vantaggio che, esposto agli enzimi salivari, si scinde in perossido di idrogeno in misura del 30% e in urea in misura del 70%. L’urea stabilizza il perossido di idrogeno e si ha cosi’, rispetto a soluzioni di puro perossido di idrogeno, una scissione controllata del perossido. Già permette al gel di pdc di svolgere un’azione delicata verso gengive e tessuti dentari. Inoltre, grazie alla presenza di due gruppi amminici, si degrada in anidride carbonica e ammoniaca, che essendo una base provoca un aumento del pH acido del perossido da 4,5 a 6-8 per circa due ore. L’instaurarsi di questo pH basico genera un duplice vantaggio: ostacola il metabolismo e la maturazione della placca per la sua capacità di denaturare la componente proteica e tutela lo smalto riducendo il rischio di dissoluzione. Lo smalto e la dentina sono permeabili ai perossidi, molecole molto piccole che penetrano per diffusione nella struttura prismatica e lo spazio periodontoblastico della dentina; quindi, lo smalto favorisce il passaggio attraverso gli spazi interprismatici, mentre la morfologia dei tubuli dentinali, con il loro elevato contenuto umido, favorisce i rapidi passaggi fisici, le diluizioni e le reazioni chimiche dei perossidi. L’azione sbiancante dei perossidi sulla struttura dentale sembra essere il risultato di una complessa serie di processi fisici e di reazioni di ossidoriduzione. Più precisamente, consiste nella distruzione di gruppi cromofori propri dei composti organici e inorganici presenti sulla superficie dentale. Avviene per un processo di ossidazione della matrice organica (processo chimico che converte le sostanze organiche in biossido di carbonio e acqua), in quanto il perossido di idrogeno, grazie al basso
peso molecolare, attraversa lo smalto e dissociandosi dà luogo alla formazione di ossigeno nascente:
2H2O2) 2 H20 þ 02
stimolato dalla luce e dal calore (corporeo o attivato esternamente) rilascia radicali liberi dell’ossigeno. Questi possiedono elettroni spaiati, instabili, che attaccano le grosse molecole organiche discromiche, responsabili della colorazione. I radicali liberi dell’ossigeno portano alla saturazione o alla sostituzione dei doppi legami con legami singoli, modificando le proprietà chimico-fisiche, destabilizzando le lunghe catene delle molecole organiche discromiche e scomponendole in composti con basso peso molecolare, molto solubili e sempre più piccoli che riflettono in quantità inferiore la luce, favorendo un effetto sbiancante. I prodotti sbiancanti sono su base acquosa per ridurre la disidratazione dello smalto e l’irritazione dei tessuti molli e si presentano sotto forma di gel tissotropici, densi e appiccicosi, per la presenza di un ispessente. La viscosità è necessaria per: aumentarne l’adesione allo smalto; ridurre la quantità di gel ingerito; rallentare il tempo di decomposizione dell’acqua ossigenata e quindi di rilascio di ossigeno nascente (che è tanto più veloce quanto più alta è la concentrazione del perossido); aumentarne l’efficacia sbiancante; aumentarne la conservazione. Questi gel sono prodotti e confezionati in siringhe opache (in quanto il perossido di idrogeno è sensibile alla luce) che vanno conservate in frigorifero per prolungare la loro stabilità e durata. L’attività sbiancante dei perossidi e il loro tempo di applicazione sono molto più rapidi se fotoattivati dalla luce a particolare lunghezza d’onda o dal calore.

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