L’odontoiatria estetica

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Scegliere il colore del restauro protesico è ben più difficile di quanto possa sembrare, in quanto esso è determinato dagli effetti combinati di colorazioni intrinseche dei tessuti dentali ed estrinseche sulla superficie dello smalto. Il dente è costituito da tessuti diversi con
proprietà ottiche differenti e il colore complessivo risulta dalla combinazione
degli effetti ottici della luce su di esso. Questi ultimi si distinguono principalmente in: assorbimento dello smalto, riflessione speculare e diffusa dello smalto, diffusione nello smalto, trasmissione alla dentina, assorbimento e riflessione diffusa della dentina. Fra essi il più importante è la diffusione, dovuta all’anisotropia ottica della struttura a prismi dello smalto e ai tubuli della dentina. Questi ultimi in particolare fungono da centri di diffusione della luce.
Il colore della dentatura varia in un intervallo che va dal bianco-grigio al giallomarrone in relazione all’età e a fattori ereditari e acquisiti. Al contrario, non vi sono differenze statisticamente significative correlate al sesso e alla razza. In generale, i denti anteriori mascellari hanno una tinta leggermente più gialla dei corrispettivi denti mandibolari. Inoltre
passando dagli incisivi centrali ai canini si osservano una diminuzione della luminosità e un aumento del croma. Anche all’interno di un singolo dente si riscontrano differenze di luminosità e croma. Più rilevante dal punto di vista del colore complessivo del dente è il terzo mediano, perché il terzo incisale è traslucente e quindi influenzato dal colore dello sfondo
circostante, mentre il terzo cervicale subisce l’effetto della luce diffusa proveniente dalla gengiva. Il colore dei denti ha dunque un gradiente di saturazione che aumenta lungo l’asse verticale dalla parte incisale a quella cervicale. In generale il colore naturale dei denti
dipende principalmente dallo spessore, dalla composizione e dalla struttura dei
tessuti (smalto, dentina e polpa), i quali possiedono proprietà ottiche differenti. La dentina è il tessuto che influisce maggiormente sul colore complessivo del dente. A livello della giunzione amelodentinale la dentina mantellare è traslucente o talvolta anche trasparente e, come una fibra ottica, trasmette la luce all’interno del dente incrementandone la trasparenza complessiva. I tubuli dentinali propri della dentina primaria provocano la diffrazione selettiva della luce trasmessa che è all’origine della sua opacità. Nell’attività clinica quotidiana l’uso di
strumenti colorimetrici offre la possibilità di gestire con semplicità e predicibilità gli aspetti relativi al colore favorendo la corretta scelta, comunicazione, riproduzione e il controllo del colore nei restauri e nello sbiancamento dentale. “Scelta del colore” è un’espressione usata
comunemente nel linguaggio odontoiatrico ma per la complessità e varietà dei dati da valutare non è fuori luogo parlare di “diagnosi del colore” o di “registrazione” dei parametri colorimetrici delle diverse aree del dente. Nel mondo anglosassone si usa il termine “color matching” traducibile in “corrispondenza del colore”, ovviamente nel confronto visivo.
Esistono tre possibili approcci a questo tema clinico: il metodo visuale, il visuale assistito e quello tecnologico. Lo scopo del lavoro è analizzare i vari aspetti della scelta del colore valutando l’efficacia della scale colore tradizionali utilizzate singolarmente o associate ad ausili tecnologici. Attraverso i principali motori di ricerca l’analisi della letteratura è stata eseguita
utilizzando come fonti bibliografiche gli articoli indicizzati nel database di PubMed e inserendo parole chiave relative al colore in odontoiatria (traslucenza, trasparenza, opacità, scala estetica, colore). In alcuni casi la ricerca è proseguita anche in Google Books e Google Scholar. Si è quindi proceduto a compiere una selezione delle 56 pubblicazioni ottenute. Tra queste, 31 sono state scelte per la stesura dell’articolo in quanto soddisfacevano i criteri di selezione. I criteri di selezione bibliografica presi in considerazione seguono in generale i
criteri internazionali di Hill, mentre nell’interesse specifico dell’argomento (la scelta del colore in odontoiatria) sono: la presenza di almeno una delle principali scale colore attualmente in
commercio (Vita Classical A1-D4®, Vita 3D-Master Toothguide®, Vita 3D-Master Linearguide®, Vita 3DMaster Bleachedguide®); la presenza di almeno uno dei principali
colorimetri e spettrofotometri attualmente in commercio (X-Rite Shade-X®, Dentsply ShadeStar®, Vita Easyshade Compact®, Olympus CrystalEye®, MHT SpectroShade Micro®);la disponibilità della pubblicazione completa non antecedente all’anno 2000. Il metodo visuale o tradizionale di scelta del colore prevede l’utilizzo delle cosiddette scale colore o scale guida, composte da un insieme di campioni di riferimento da confrontare con i denti naturali o con il restauro considerato. Una macchina fotografica digitale, usata secondo tecniche corrette, fornisce immagini di confronto tra dente e campione di riferimento che sono di grande aiuto in molte fasi del processo clinico: dalla selezione del colore alla comunicazione con l’odontotecnico, alla produzione e verifica del manufatto, all’archiviazione finale. Le scale guida possono essere quelle comunemente disponibili in commercio o
possono essere personalizzate, cioè predisposte dall’odontotecnico con gli stessi materiali che prevede di impiegare nel manufatto. Nel seguito sono descritte le scale guida attualmente più usate. La scala Vita Classical A1-D4®, scala classica (Vita Zahnfabrik, Bad Säckingen,
Germany), con le preceden- ti Vitapan® Classical del 1983 e Vita Lumin Vacuum® del 1956, sono state a lungo il punto di riferimento nel sistema visuale della scelta del colore. In essa 16 campioni sono raggruppati per 4 tinte fondamentali disposte per valore decrescente e saturazione crescente. Il protocollo operativo prevede prima la selezione della tinta, poi del valore e del croma che sono considerati insieme, come unico parametro, nei campioni disponibili. La scala Vita 3D-Master Toothguide ®, scala master trifasica, usa 29 campioni raggruppati per valore (6 gruppi ordinati per valore decrescente), tinta (L giallastro, M tinta media, R rossastro), croma (da 1 a 3 in ordine crescente). Il protocollo operativo prevede di determinare prima il valore, poi di utilizzare la colonna di tinta media per scegliere il croma e infine di definire la tinta. La scala Vita 3D-Master Linearguide ® [15], scala master bifasica prima evoluzione, è un’evoluzione della Toothguide introdotta nel 2008, con i 29 campioni suddivisi negli stessi 6 gruppi ma disposti in linea su 5 supporti distinti chiamati “Chroma/Hueguide”. Un sesto supporto, detto “Valueguide”, contiene i campioni di valore di tinta media dei 6 gruppi. Il protocollo operativo prevede due fasi: prima si determina
il valore confrontando il dente con i campioni della Valueguide, poi si seleziona dal supporto della Chroma-Hueguide corrispondente al valore scelto il campione con croma e tinta più affini. La scala Vita 3D-Master Bleachedguide ®, scala master bifasic seconda evoluzione, è progettata specificamente per la valutazione dello sbiancamento dei denti. È costituita
da 15 campioni disposti in linea di valore decrescente e in linea di croma e tinta crescente.
Il metodo visuale assistito prevede l’utilizzo di dispositivi RGB (Red Green Blue) a supporto del metodo tradizionale e rappresenta l’approccio più basilare nella scelta del colore con strumenti tecnologici. I dispositivi RGB possono essere strumenti comuni, come la macchina fotografica e la videocamera digitali, specificamente adattati per l’uso in ambito odontoiatrico. I sensori RGB acquisiscono separatamente per mezzo di filtri le componenti rossa, verde e blu della luce riflessa e le rielaborano in un’immagine a colori. L’immagine acquisita può essere analizzata con software di elaborazione grafica come Adobe Photoshop® (Adobe Systems Inc., San Jose, CA, USA) o software clinici progettati per questo scopo come ClearMatch® [19] (Clarity Dental Corporation, Renton, WA, USA) o Color Scanner 2006® [20] (Nuova Franco Suisse Italia Srl, Peraga di Vigonza, Padova) per controllare la scelta del colore.

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