L’ostruzione nasale nel bambino

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rappresenta il momento iniziale delle malattie respiratorie: in sintesi il naso si chiude, si infiamma e si infetta, gocciolando muco posteriormente (post-nasal drip), capace di attivare i batteri “cattivi” (patogeni) della banca microbiologica pronti a colonizzare le vie aeree: come un rubinetto che “perde”, di nascosto, il naso con il suo muco infetto allaga letteralmente prima le vie aeree superiori (seni paranasali, unità tuba-orecchio medio e faringe) e poi. le vie aeree medio-inferiori (laringe, trachea e bronchi).

Le infezioni respiratorie

■ Le infezioni acute sono per la maggior parte virali: ad esse si sovrappone, in alcuni casi, una proliferazione batterica che prende origine dalla “banca microbiologica” rinofaringea.

Le infezioni ricorrenti e/o croniche, per lo più batteriche, sono secondarie alla mancata guarigione delle infezioni acute, alla cui origine ci sono cause sistemiche e locali, quali:

  • Sistemiche: allergia, immunodeficienze, discinesie ciliari.
  • Locali, di pertinenza chirurgica (deviazioni settali, turbinati ipertrofici, ipertrofia adeno- tonsillare, poliposi nasale) e Delle cause mediche meritano di essere menzionati i “biofilm batterici”, vera mo­dalità strategica di sopravviven­za dei batteri, capaci di produr­re uno scudo gelatinoso (bio­film) protettivo e resistente al­l’azione degli antibiotici, capace di rilasciare, ad intermittenza, come una “spugna” altre co­lonie di batteri patogeni, re­sponsabili della ricorrenza dell’infezione. Vari studi han­no dimostrato che i bambini affetti da infezioni respira­torie ricorrenti (IRR) hanno tappezzato quasi totalmente (95%) il rinofaringe da biofilm batterici, la cui eliminazione di venta l’obiettivo primario.

La balterioterapia nasale

  • ■ Partendo da tali con­siderazioni la ricerca ha identificato una strada alternativa all’uso di armi chimiche (gli antibiotici), spesso già riconosciute e neutralizzate, pun­tando sull’aumento del numero dei batteri “buoni”, gli Streptococ­chi salivari, nel naso dei barn bini affetti da otite media e da rino-sinusite ricorren­te. Infatti, è stato dimostrato che in questi bam­bini la Banca Microbiolo­gica del Ri­nofaringe presentava un numero molto basso di batteri “buoni” (anche per l’uso indiscri minato di anti­biotici sistemici, oltre che per il fumo passivo e gli inquinanti inalatori).La batterioterapia nasale, consiste nell’introduzione topica di batteri “buoni” (probiotici saprofiti) in grado di contrastare i batteri “cattivi” (patogeni) della “Banca Microbiologica” del Rino­faringe: di questi i più pericolosi sono 4 e costituiscono il famoso “poker infernale”, di cui preoccupa la crescente resistenza nel mondo agli antibiotici.

Con la batterioterapia nasale,

si somministrano, attraverso uno spray nasale due forme batteri­che: lo Streptococcus Salivarius 24 SMBc e lo Streptococcus Ora- lis 89a, normalmente presenti nel naso per combattere eventuali patogeni non graditi.

Questa strategia ha ripercorso quella già attuata da decenni, nel tratto gastro-intestinale in caso di gastro-enteriti: si somministrano batteri buoni (probiotici) per ri­pristinare la normale flòra batteri­ca intestinale. Anche la batterio- terapia nasale ripristina la norma­le flora batterica del naso con una j duplice azione:

  • di bio-barriera, occupando la mucosa nasale;
  • di competizione meccanica, ostacolando l’adesione dei bat­teri patogeni.

Studi scientifici molto seri hanno dimostrato la capacità di questi batteri “buoni” som- ministrati dall’esterno, di co­lonizzare il 95% del naso dei bambini, riducendo del 40% la ricorrenza delle otiti medie.

, Tali evidenze indica­no la batteriotera­pia nasale come la “nuova frontiera terapeutica” nel­la gestione e pre­venzione delle Infe­zioni Respiratorie Ricorrenti, offren­do spunti molto interessanti.

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