MALATTIE ENDOCRINE -TERAPIA OMOTOSSICOLOGICA E PRM

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L’Omotossicologia e la PRM rappresen­tano un’efficace alternativa alla terapia sostitutiva convenzionale quando que­sta non sia strettamente necessaria.

La terapia sostitutiva ingenera numero­se problematiche:

  • Effetti collaterali correlati alla som­ministrazione di spesso non esigue quantità ormonali.
  • Squilibrio omeostatico della ghian­dola che, sotto l’apporto esogeno, non produce più i propri ormoni.
  • Più veloce atrofizzazione tissutale delle specifiche ghiandole: la terapia di sostegno diviene indispensabile e si presentano molti sintomi caren- ziali alla sua eventuale sospensione.

La terapia omotossicologica e PRM è totalmente diversa: con i medici­nali low dose dinamizzati non si vuole mettere a riposo la ghiandola, ma stimolarne la residua funzionali­tà, tenendo presente che essa persi­ste anche dopo l’apparente cessa­zione dell’attività.

– Il tessuto ovarico continua a secerne­re ormoni, seppur modestamente, pe’ molti anni dopo la menopausa; il timo

atrofizzato continua a produrre sostan­ze immunostimolanti ancora per molti anni.

In ugual modo si comportano le altre strutture ghiandolari.

Queste funzioni residue delle diverse ghiandole endocrine sono molto impor­tanti per il mantenimento dell’equilibrio globale e della reattività dell’intero orga­nismo, anche negli ultimi anni di vita.

La funzione dei medicinali omotossico­logici unitari e composti che agiscono sulle varie ghiandole endocrine è quel­la di rallentare la tendenza all’atrofiz- zazione delle varie strutture e di stimo­lare la residua sensibilità tissutale ai va­ri ormoni.

Attraverso le diverse diluizioni di alcu­ni medicinali dell’Omeopatia Classica è possibile agire sulle ghiandole endo­crine sfruttando le diverse diluizioni de­gli organoterapici:

  • 5CH: stimolo della funzione ghiandolare.
  • 7CH: riequilibrio della funzione ghiandolare.
  • 9CH: inibizione della funzione ghiandolare.

Alcuni medicinali omeopatici unitari sono di grande interesse poiché pro­muovono azione specifica su alcune ghiandole endocrine:

  • Pulsatilla ha specifica azione di sti­molo sulla funzione ovarica.
  • Lycopus virginicus ha effetto di mo­dulazione sulla funzione tiroidea.
  • Agnus castus ha azione di stimolo sulla funzione testicolare.

I medicinali omotossicologici più inte­ressanti ed efficaci nelle malattie endo­crine sono gli Organoterapici -suis per­ché associano un’azione specifica sul­la funzionalità ghiandolare in relazio­ne alla loro diluizione, un’azione di sti­molo altrettanto specifica sui recettori periferici relativi agli ormoni prodotti da ciascuna ghiandola, ad un’azione antiinfiammatoria aspecifica sulla stessa struttura ghiandolare.

Essi consentono di agire a vari livelli se­condo la diluizione:

La formulazione -Injeel® rappresenta l’associazione di diluizioni

  • ideale per il riequilibrio globale di una ghiandola sofferente.
  • La formulazione -Injeel® forte è più

indicata quando la ghiandola è grave­mente deficitaria.

Anche i catalizzatori intermedi hanno un ruolo fondamentale in ambito endo­crino:

  • Baryum oxalsuccinicum -Injeel® sti­mola la funzione ormonale soprat­tutto a livello delle gonadi maschili.
  • Acidum cis-aconitum -Injeel® mo­dera l’iper-reattività su base endo­crina tipica della menopausa.
  • Acidum fumaricum -Injeel® e Aci­dum DL-malicum -Injeel®, stimola­no i processi di disintossicazione e di reattività organica spesso blocca­ti in presenza di ipofunzione tiroi­dea.

I nosodi sono anch’essi importanti nel­le patologie endocrine perché non è in­frequente che una patologia infettiva sia alla base del blocco funzionale di una struttura ghiandolare.

I medicinali omotossicologici compo­sti hanno un’azione diversificata a li­vello delle varie strutture ghiandolari, in particolare:

  • Fucus compositum: stimolo tissuta- le della funzione tiroidea.
  • Lilium compositum: stimolo tissuta- le della funzione ovarica.
  • Damiana compositum: stimolo tis- sutale della funzione testicolare.
  • Thalamus compositum: stimolo tis- sutale della funzione talamo-ipota- lamica.

Di particolare interesse è la possibilità di disporre di varie diluizioni di AMP ci­clico, il secondo messaggero ormonale all’interno della cellula.

  • In molte malattie come il diabete e l’osteoporosi il problema non è tan­to il deficit ormonale, quanto – piut­tosto – la diminuita sensibilità tissu- tale all’ormone dovuta all’età o ad altri fattori. In questi casi la sommi­nistrazione in basse diluizioni (D8) di AMP ciclico riattiva la reattività cellulare all’ormone. Alte diluizio­ni (D30) di AMP ciclico sono utili nelle malattie infiammatorie e neo­plastiche, in cui è necessario dimi­nuire la reattività individuale.
  • Nella terapia sostitutiva dopo tiroi- dectomia totale è possibile avere un’applicazione pratica di questi medicinali associati agli Organote- rapici-suis: aumentando il dosaggio giornaliero della terapia sostitutiva, è possibile migliorare la sensibilità dei recettori periferici nei confronti dell’ormone esogeno. Si seguirà in questo caso una terapia così impo­stata: Eutirox, Tirosint, Tiroide Arri­sa, etc. associati a cAMP D8 fiale e Gianduia Thyreoidea suis -Injeel® forte fiale (1 fiala per tipo nella stes­sa siringa 2 volte/settimana per via i.m., oppure al mattino a digiuno per via sublinguale).

– Questa terapia è da ripetere 2-3 volte nell’arco dell’anno o quando il livello diTSH inizia ad aumentare.

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