Medicina e l’odontoiatria biologica fra tradizione ed innovazione!

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L’ uso dei metalli pesanti, aspetti clinici e legali.

È il titolo del Convegno che si terrà presso l’Ordine dei Medici di Terni il 17 Maggio. In tale circostanza verrà ribadito il concetto che l’intossicazione cronica da metalli pesanti riveste una notevole importanza; presenti negli alimenti, farmaci, cosmetici ma principalmente nei materiali dentali, i metalli pesanti possono causare quadri clinici complessi alla cui evidenza concorrono fattori costituzionali e ambientali. Diagnosi e terapia non si prefiggono solo di “eliminare” i sintomi ma di valutare la reattività, la capacità residua di auto-detossificazione e la necessità di sostenere organi e funzioni. La rimozione “protetta” di tali materiali riveste un ruolo centrale.

I notevoli progressi acquisiti dall’Odontoiatria nel campo delle tecniche operative e delle strumentazioni, hanno reso l’apparato stomatognatico una struttura anatomica distaccata dal complesso dell’organismo del suo insieme.

Inquadramento Omotossicologico
Ai fini diagnostici di numerose patologie, il rilevamento della presenza di metalli nell’organismo riveste notevole importanza. Nella valutazione di diversi quadri clinici gli effetti da intossicazioni da metalli pesanti sono spesso trascurati. Tra di esse particolare attenzione va riservata a quella da mercurio (Hg), la cui origine dipende da fattori alimentari, iatrogeni, cosmetici e soprattutto dalle otturazioni dentali in amalgama (Fig 1). Lo studio di tali intossicazioni, senza un’adeguata valutazione dell’individuo in esame conduce a un inquadramento errato della sua problematica. La diagnostica non è rivolta solo ai sintomi bensì mirata all’inquadramento del paziente per valutarne lo stato e la capacità reattiva; la terapia deve mirare a eliminare o ridurre i fattori inquinanti e a drenare e disintossicare con intervento di sostegno agli organi e alle funzioni alterate.

La rimozione delle otturazioni in amalgama e/o di protesi riveste un ruolo fondamentale; l’intervento deve essere attuato previa “protezione” del paziente prima, durante e dopo gli interventi stessi; il ruolo terapeutico farmacologico determinante spetta al protocollo omotossicologico rivolto ai tre componenti organici:

cellulare;
mesenchimale;
emuntoriale.
La rimozione, eseguita da odontoiatra esperto, deve essere effettuata in un’unità odontoiatrica allestita allo scopo e ben ventilata con protezione del paziente “alla poltrona”; i materiali di sostituzione testati (test potenziometrici).

Galvanismo in odontoiatria
Nel contesto di una medicina ecologico-ambientale ad ampio respiro non si può non parlare dell’effetto dei materiali odontoiatrici per otturazioni dentali, protesi, ortodonzia e implantologia a causa di un’eventuale presenza di metalli tossici, pericolosi e indiziati nel meccanismo di insorgenza di intossicazioni croniche e malattie degenerative. Da un canto, la presenza contemporanea di più metalli all’interno del cavo orale forma una sorta di meccanismo a batteria (effetto galvanico), con produzione di ioni, ovvero di correnti elettriche spesso responsabili dell’alterazione del Ph della bocca facilitando l’insorgenza di nevralgie, emicranie, cefalee e proliferazione di ceppi microbici differenziati. L’effetto galvanico realizzato nella bocca, combinato con gli abbassamenti del valore del Ph salivare e con la migrazione di ioni, induce una maggiore suscettibilità a contrarre infezioni di tipo micotico (candida albicans) e parassitarie del cavo orale, delle adenoidi e tonsille (otiti ricorrenti, adeniti sottomandibolari, ecc…). L’effetto elettrogalvanico produce un campo elettromagnetico che provoca situazioni perturbanti per tutto l’organismo, sia attraverso i canali energetici connessi agli odontoni (l’insieme delle strutture del dente e della porzione di osso alveolare corrispondente), sia attraverso uno stimolo irritativo del sistema di regolazione di base con l’attivazione dell’asse ipotalamo ipofisi, cascata ormonale e immunitaria (PNEI).

Patologia da “accumulo”
Dall’altro, i metalli tossici, liberati dalla corrosione di materiali odontoiatrici, che l’organismo non è in grado di eliminare fisiologicamente a causa di un eccesso di accumulo anche dopo decenni dalla esposizione o di un “ingorgo” o “collasso” degli organi emuntori preposti allo “smaltimento”, vanno a depositarsi negli organi-bersaglio specifici per ognuno. È il caso del mercurio (Hg) che si localizza a livello del sistema nervoso centrale, con un danno immediato imputabile all’azione perturbante la funzione elettrica della cellula nervosa e un danno a lungo termine interessando i tessuti mielinici. Sempre a proposito del mercurialismo, ci sono persone che ne soffrono poco dopo aver messo le amalgame, in altri i sintomi compaiono dopo mesi. Il quadro sintomatologico è diversificato: la varietà di sintomi costringe spesso la persona a consultare diversi specialisti per anni senza addivenire a una soluzione del problema; spesso queste persone vengono etichettate come pazienti “ipocondriaci”, il mercurio, infatti, può dare sintomi di confusione mentale, depressione, istinti suicidi.

Oltre al mercurio, i metalli più utilizzati in odontoiatria sono: argento (Ag), rame (Cu), stagno (Sn), zinco (Zn), cadmio (Cd), nickel (Ni), cromo (Cr), berillio (Be), piombo (Pb), palladio (Pd), platino (Pt), oro (Au), titanio (Ti), tutti presenti in combinazioni di diverse leghe odontoiatriche.
I sintomi da tossicità possono essere locali e sistemici. A livello locale: bruciore della lingua, sapore metallico, disfagia, colorazione bluastra della mucosa orale in prossimità della lega metallica (tatuaggio), nevralgie facciali e del trigemino, pulpiti e parodontiti. A livello sistemico, gli ioni metallici liberati dalla corrosione delle leghe, per effetto termico ed elettroforetico, raggiungono il tratto gastro intestinale e, attraverso la mucosa, raggiungono la via ematica e linfatica localizzandosi in organi anche molto lontani dalla cavità orale e generando una grande quantità di sintomi generici come: disbiosi intestinale con alvo alternato, alterazione del ritmo cardiaco, ansia, stanchezza cronica, invecchiamento precoce, immunodepressione e sintomi specifici di patologia d’organo. Patologie come dermatiti ed eczemi, psoriasi e patologie degenerative della cute a etiologia sconosciuta, possono essere riferite al ruolo che i metalli
pesanti svolgono, a causa del notevole aumento del loro utilizzo.

Come fare diagnosi
È possibile rilevare la presenza di metalli tossici nell’organismo attraverso l’analisi dei fluidi corporei: saliva, sudore, urine (metaltest) e sangue (melisa test); attraverso la biopsia del capello (mineralogramma), attraverso i test di cutireazione positiva; con materiali e sostanze a uso odontoiatrico e attraverso test di misurazione elettrica (amalgamometro ed elettroagopuntura). L’intervento terapeutico nell’ambito di queste patologie non può prescindere dalla rimozione dei materiali tossici mediante protocollo di protezione alla poltrona, farmacologico ed alimentare e sostituzione con materiali metal free la cui biocompatibilità viene testata preventivamente ad personam.

L’articolo è stato pubblicato sul numero 5 di Dental Tribune Italy 2014.

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