Minimamente additiva: l’odontoiatria estetica per tutti

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odontooiatra.it, odontoiatria estetica
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CASO CLINICO

Una paziente di 34 anni si è presentata presso il nostro ambulatorio per una visita di controllo e per una consulenza volta a risolvere un piccolo inestetismo a carico dei due incisivi centrali superiori (fig. la). Alla nostra richiesta di motivare le cause dell’inestetismo la paziente non ha saputo rispondere, riferendo solo di non gradire l’aspetto pur senza riconoscere la causa. All’esame obiettivo si riscontravano una embrasure interincisale spiccatamente esasperata (probabilmente determinata da una convergenza dell’asse dei due centrali) e un angolo mesiale del 21 mancante (fig. 1b). Alla domanda se lo “spazio” tra i due centrali fosse uno dei motivi dell’inestetismo, la paziente ha risposto di sì. Al fine di valutare in maniera appropriata e assolutamente reversibile l’aspetto estetico finale del restauro si è realizzato un mockup diretto in composito. Una misurazione dei diametri medio-distali degli incisivi centrali evidenziava un deficit a carico dell’elemento 11 (fig. 2a, b). Per tale ragione, e in seguito ad analisi estetica, il mockup additivo in composito è stato realizzato esclusivamente a carico dell’elemento il (fig. 3). Il composito è stato adattato, modellato e polimerizzato sul dente senza impiegare sistemi adesivi. Questa procedura, in alcune condizioni, permette addirittura di mantenere il mockup nel cavo orale per qualche ora o qualche giorno in modo da consentire al paziente di autosservarsi o farsi osservare dai familiari. Il composito polimerizzato sul tessuto dentale ben asciutto ha infatti una propria adesione e permette anche operazioni di rifinitura e lucidatura. Una volta accettata dalla paziente la modifica di forma, il mockup è stato rimosso con l’ausilio di uno scaler e si è proceduto all’isolamento con diga di gomma. Le superfici dentali sono state deterse con pomice e clorexidina e in seguito con polvere di glicina sotto getto di aria e acqua (fig. 4). Una matrice sezionale trasparente (757 Kerr-Have, Bioggio, Switzerland) è stata inserita nello spazio interprossimale per proteggere l’elemento 21 dalle fasi adesive. L’elemento 11 è stato mordenzato con acido ortofosforico al 37% per 30 secondi (figg. 5 e 6). Dopo un diligente e prolungato risciacquo, il tessuto dentale è stato asciugato accuratamente ed è stato applicato un adesivo etch and rinse a due passaggi (Prime&Bond, Dentsply, York, PA, USA) (fig. 7). Dopo l’applicazione, il solvente è stato fatto evaporare con un delicato getto d’aria. La polimerizzazione è stata effettuata per 20 secondi vestibolarmente e per altrettanti 20 secondi palatalmente. La matrice trasparente utilizzata per proteggere il 21 durante la mordenzata è stata lasciata in situ. Contrariamente alle procedure standard in cui si usa una matrice a convessità multipla per stampare passivamente un profilo convesso, in questo caso la convessità inversa ha offerto un più ampio spazio di lavoro per modellare direttamente il composito con apposita spatola fine (Modella, LM-Arte, LM-Dental, Parameli, Finland). Il materiale scelto per ricostruire la parete mesiale dell’11 (fig. 8a, b e fig. 9), nel suo versante posteriore, è stato una dentina ad alta opacità (CeramX Duo D2, Dentsply) distesa con una resina da modellazione (Composite Wetting Resili, Ultradent, South Jordan, UT, USA) che a differenza dei sistemi adesivi non contiene solventi; questi possono inibire la polimerizzazione del composito. Per bulinilo strato, quello superficiale, è stato utilizzato uno smalto ad alto valore (CeramX Duo Ei, Dentsply) nello spessore di 0,5 inni (fig. 10). Anche Pangolo mesiale del 21 è stato in seguito aggiunto con un unico apporto di smalto ad alto valore. Dopo l’ultimo ciclo di polimerizzazione ne è stato effettuato un altro in assenza di ossigeno (fig. 11) al fine di migliorare le performance di rifinitura e lucidatura. Dopo aver rifinito il restauro con dischi e strisce abrasive, la lucidatura finale è stata ottenuta applicando con una spazzola in setole naturali una pasta diamantata a doppia granulometria (Enhance Prisma Gloss, Dentsply) (fig. 12a, b). U11 ultimo passaggio con un feltrane ha permesso di ottenere una superficie a elevata brillantezza (figg. 13 e 14).

CONCLUSIONI

Questo caso clinico dimostra come una conservativa minimamente invasiva, nel caso descritto esclusivamente additiva, possa risolvere piccoli inestetismi in maniera semplice e predicibile.

Fig. 1a, b Situazione iniziale
Fig. 1a, b Situazione iniziale
Fig. 2a,b Valutazione dei diametri mesio-distali dei due centrali
Fig. 2a, b Valutazione dei diametri mesio-distali dei due centrali
Fig. 3 Mockup diretto in composito senza sistema adesivo
Fig. 4 Detersione delle superfìci dentali con getto di glicina
Fig. 5 Mordenzatura della superficie mesiale dell’elemento n
Fig. 6 Lo smalto dopo l’azione dell’acido ortofosforico
Fig. 7 Applicazione del sistema adesivo
Fig.8a, b Stratificazione della dentina
Fig.8a, b Stratificazione della dentina
Fig.9 il corpo dentinale  ultimato
Fig. 10 stratificazione dello strato superficiale di smalto composito
Fig. 11 Stratificazione dello strato superficiale di smalto composito
Fig. 12a Polimerizzazione ulteriore in assenza di ossigeno
Fig. 12b Lucidatura dei restauri
Fig. 13 I restauri lucidati prima della rimozione della diga
Fig. 14 Aspetto finale dei restauri

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