NATUROPATIA E IL DRENAGGIO NATUROPATICO

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Il mondo delle medicine e terapie complementari sta conoscendo una rinascita e una nuova attenzione da parte del grande pubblico. Questo fenomeno è dovuto a numerosi fattori: una consapevolezza e attenzione maggiori verso ciò che riguarda la ricerca di un’ottimale salute psicofisica, una riappropriazione della propria capacità decisionale sul metodo terapeutico e/o di prevenzione da seguire, una conseguente volontà di essere parte attiva nella terapia e non semplice “paziente” e, non ultimo, l’incapacità rivelata da parte della medicina ufficiale nel risolvere, non tanto gravi malattie come il cancro, quanto le cosiddette “sindromi funzionali”. Le patologie funzionali possono minare lentamente e dal profondo la salute psichica prima, fisica poi, e non trovano l’adeguata attenzione da parte di quei medici ultraspecializzati, che non riescono a vedere le disfunzioni come dei segnali di sofferenza che, prima o poi, porteranno a delle lesioni a livello organico.
Non negando i meriti della medicina accademica che ha avuto, già dalla fine dell’ottocento, la forza di razionalizzare e verificare scientificamente tutte le terapie già allora disponibili, bisogna tuttora notare che, nel tempo, si è perso di vista quello che è il malato, in quanto persona nella sua interezza e complessità psicofisica e spirituale, ponendo esclusivamente l’attenzione sulla malattia e sull’organo coinvolto e non considerando con la dovuta importanza, tutti quei fattori nutrizionali, ambientali, psicologici e sociali che possono avere un ruolo sia sull’insorgenza che nella risoluzione di una patologia funzionale od organica.
La patologia organica è l’ultimo stadio di quello che è stato uno squilibrio funzionale progressivo, insorto ed evolutosi nel tempo a causa di un non corretto rapporto con il nostro corpo e con l’ambiente di cui esso fa parte.
In questo contesto, la naturopatia svolge sia un ruolo educativo che di vera e propria prevenzione verso l’evoluzione di sindromi disfunzionali in lesioni organiche talora irreversibili. Il naturopata, infatti, nella sua pratica quotidiana, dovrà avere come primo compito quello di orientare ad un corretto stile di vita e di correggere eventuali abitudini e comportamenti, che possono rivelarsi deleteri per il tipo di costituzione alla quale la persona appartiene.
Esamineremo, di seguito, quelle pratiche terapeutiche che si renderanno necessarie quando, pur avendo educato la persona ad un corretto e sano stile di vita, questa risulta talmente satura di scorie metaboliche e non, da inficiare qualsiasi tentativo di riequilibrio funzionale. Queste pratiche, che per comodità possiamo definire “tecniche di pulizia organica”, rivestono un ruolo di primaria importanza nel bagaglio terapeutico del naturopata, in quanto propedeutiche a qualsiasi altro intervento successivo se non, delle volte, risolutive di per se stesse.
Dopo una prima parte che intende chiarire la filosofia naturopatica con le sue teorie, i suoi scopi e le maggiori tecniche utilizzate, si analizzeranno, emuntore per emuntore, i mezzi di drenaggio e detossificazione, accennando anche, brevemente, all’anatomia e fisiologia dell’organo in questione.

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