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In questo articolo ci occupiamo di uno studio svolto su alcuni pazienti per mettere a confronto la presenza di specie batteriche presenti in soggetti affetti da parodontite e carie e in soggetti sani.

La presenza di specie batteriche e la predominanza di alcune specie batteriche rispetto ad altre, nella saliva di soggetti sani pare essere strettamente legato e condizionato dal profilo batterico presente a livello di gola, tonsille e dorso della lingua.

E’ stato dimostrato che, i profili batterici di campioni di saliva stimolata di soggetti con parodontite o carie dentale sono nettamente diversi da quelli ottenuti in pazienti esenti da queste patologie e in condizioni di ottima salute orale.

Lo dimostra uno studio in cui vengono esaminati dati provenienti da un totale di 129 soggetti affetti da parodontite e confrontati con i dati di 164 soggetti affetti da <a href=”http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id=3&tipologia=articoli”>carie</a> dentale.

Poichè il fumo determina una profonda incidenza sui profili microbici ( Belstrom 2014), gli autori hanno anche effettuato un’analisi comparativa separata dei dati da parte di soggetti non fumatori (parodontite n = 98, carie dentale n = 139). In questo studio gli autori hanno condotto l’esame parodontale in due quadranti selezionati casualmente (uno in alto e uno nella mascella inferiore), tranne a livello dei terzi molari, registrando la posizione del margine gengivale, la profondità di sondaggio e l’indice di sanguinamento in sei siti di ciascun dente. Si parla di parodontite in presenza di:

– sanguinamento al sondaggio (BOP) in ≥25% dei siti indagati

– almeno due denti con profondità di sondaggio ≥6 mm

– almeno due denti con livello di attacco clinico ≥4 mm.

I ricercatori hanno poi definito la presenza di carie dentale qualora vi fosse la presenza di lesioni cariose non trattate su almeno tre superfici dentali. Sono stati esclusi i dati derivanti da soggetti che fossero affetti sia da parodontite che da carie dentale. A seguito dei prelievi salivari sono state individuate le specie batteriche, eseguite le procedure di laboratorio di isolamento del DNA e successiva ibridazione DNA-DNA mediante Human Oral Microbe Identification Microarray (HOMIM).

I risultati hanno dimostrato che, l’analisi comparativa tra il gruppo periodontite e il gruppo carie dentale ha evidenziato una significativa età media maggiore (56,8 anni) nel gruppo parodontite rispetto al gruppo di carie dentale (50,1 anni; p <0,0001). Inoltre, il gruppo parodontite tendeva a comprendere una maggiore percentuale di fumatori quotidiani (24%) rispetto al gruppo di carie dentale (15%; p = 0,06).

Sono state indagate 13 specie batteriche di cui 12 (otto taxa e quattro cluster) erano presenti significativamente più spesso e con livelli significativamente più alti (valore medio HOMIM) nei campioni derivanti da soggetti affetti da parodontite rispetto ai campioni provenienti da soggetti con carie.

Lo Streptococcus salivarius è stata l’unica specie batterica rilevata significativamente più spesso, ed a livelli significativamente più elevati, in campioni di soggetti con carie dentale.

I ricercatori hanno notato inoltre che, in effetti, due determinati agenti patogeni parodontali putativi, Parvimonas micra e Tannerella forsythia, sono risultati essere maggiormente presenti nei campioni di soggetti con parodontite rispetto ai campioni di soggetti con carie. Questi risultati sono in linea con altri studi che hanno dimostrato che le specie P. micra, T. forsizia, micronuciformis megasphaera, veillonella parvula, e Leptotrichia erano maggiormente presenti nei siti affetti da lesioni parodontali locali rispetto ai siti di controllo sani (Colombo 2009 e 2012).

I profili batterici nei soggetti con parodontite e nei soggetti con carie sono risultati essere indipendenti dalla condizione di fumatore. Dunque l’impatto dello stato di malattia orale sui profili batterici della saliva può essere più significativo di quella dello stato di fumatore.

Nei prelievi di saliva è stato evidenziato che gli agenti patogeni parodontali e i batteri cariogeni come Porphyromonas gingivalis, actinomycetemcomitans Aggregatibacter, e Streptococcus mutans e questi dati paiono in contrasto con altri studi in letteratura precedenti, quali quello di Paju 2009 e Kononem 2007 , in cui invece la presenza di P. gingivalis, A. actinomycetemcomitans, e altri batteri nei campioni di saliva risultava essere associata strettamente con la parodontite e lo S. mutans nella saliva rappresentava un biomarker di carie infantile. Una possibile spiegazione di questi risultati contrastanti potrebbe essere che questi organismi fossero effettivamente presenti nei campioni di Belstrom ma in quantità al di sotto del limite di rilevazione HOMIM.

 

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