News odontoiatriche /prevenzione contro la legionella

0
384

Gli esperti del ministero della Salute stanno lavorano sulle indicazioni specifiche per l’odontoiatria. Istituendo protocolli di verifica annuale in ogni ambulatorio

La legionella è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila, il cui nome significa appunto “Legionella amante dei polmoni”.

E’ stata riaperta la discussione in materia di prevenzione del rischio infettivo in ambito odontoiatrico. Una commissione di esperti sta alacremente lavorando alla definizione di linee guida specifiche e mirate e alla formulazione di protocolli di prevenzione, verifica e sorveglianza di provata efficacia. L’argomento merita un interesse congiunto di specialisti in igiene e odontoiatri.
Gli odontoiatri, ad oggi, hanno sottovalutato la portata pratica e le possibili conseguenze medico-legali del problema, in parte temendo aggravi di costi. Le redigende linee guida suscitano un certo timore nella categoria: allo stato dei fatti, però, se ben concepite, attraverso l’esperienza e le conoscenze delle due professionalità, esse potrebbero aiutare ad aumentare la consapevolezza e a ridimensionare il rischio.

La formazione di biofilm all’interno dei circuiti idrici dei riuniti e la conseguente contaminazione microbica trovano la loro origine nella duplice possibilità di contaminazione a monte (acqua di rete/di alimentazione) e a valle (contaminazione reflua dal paziente), favorita dal piccolo calibro dei condotti e dalla possibilità di stasi prolungate. Ne consegue che, se non adeguatamente trattata, l’acqua erogata potrebbe risultare microbiologicamente peggiore dell’acqua di rete destinata al consumo umano (potabile), i cui parametri di riferimento sono quelli stabiliti dal D.lgs 31/2001 (carica microbica massima maggiore o uguale a 100 UFC/l). La possibilità di contaminazione reflua e la specificità del sistema potrebbero rendere insufficiente anche l’utilizzo di acqua demineralizzata sterile.
Uno dei principali punti d’interesse è rappresentato dagli aerosol generati dagli strumenti rotanti, che con il loro molteplice contenuto microbico possono porre a repentaglio la salute di pazienti e operatori, tanto più se per qualsivoglia motivo defedati o immunodepressi. Questo rischio può essere reso marginale o altamente improbabile grazie all’attuazione di protocolli di comprovata efficacia preventiva. Si comprende come l’attuale interesse nei confronti di patologie da Legionella Pneumophila di fatto offre efficaci tutele anche nei confronti di altri patogeni umani, che ben di più preoccupano gli addetti ai lavori.

Come dice la Legge 135/1990 (Piano di interventi urgenti in materia di prevenzione e lotta all’Aids) rappresentò il primo grande passo in materia di prevenzione nei confronti di tutte le patologie a trasmissione ematica, le prossime linee guida in tema di prevenzione e controllo della legionellosi potrebbero risultare efficaci contro tutti i rischi correlati alla produzione di biofilm/aerosol infetti in odontoiatria.

Il riscontro di casi di legionellosi è più spesso legato ad altri fattori di rischio (condizionatori, piscine ecc.) e non c’è evidenza di larga diffusione attraverso l’esposizione a cure odontoiatriche, ma è stato possibile dimostrare un nesso causale tra contaminazione del riunito odontoiatrico e infezione da legionella, da cui la necessità di idonea valutazione e gestione del rischio da parte degli odontoiatri. Ovviamente molti sono i parametri da considerare, compresi la tipologia di riunito, del suo circuito idrico, dell’impianto idrico della struttura e dell’attività svolta. L’evidenziazione dei punti deboli del sistema permette di individuare interventi e adeguamenti tecnici efficaci, evitando sforzi inutili e spreco di risorse.

Nel 2003 si parlava già di questa malattia, indicando una serie di precauzioni pratiche (flussaggio, eliminazione per quanto possibile di ristagni e sistemi di riscaldamento dell’acqua, filtri in entrata, anamnesi accurate), misure rivelatesi da sole insufficienti . Attualmente grande interesse è rivolto ai trattamenti di disinfezione dei circuiti mediante biocidi in associazione all’applicazione delle raccomandazioni dei Cdc . Risulta utile e necessaria una verifica periodica della qualità dell’acqua e dell’efficacia dei sistemi preventivi adottati. Dati sperimentali hanno dimostrato che i sistemi discontinui (ossia che prevedono cicli di disinfezione tra un paziente e l’altro e di potenziamento serale), sebbene teoricamente efficaci, risultino notevolmente operatore-dipendente. Al contrario, per meri motivi pratici, risultano più comodi quei sistemi a erogazione continua, la cui efficienza è di fatto legata al corretto funzionamento del dispositivo erogatore, alla compatibilità e alla concentrazione efficace e utile dei biocidi utilizzati, all’effettuazione, se necessario, di cicli di potenziamento a fine giornata e a verifiche programmate. Un interessante e valido sistema sfrutta il trattamento fisico dell’acqua in entrata mediante osmosi inversa (eliminazione dei residui organici e inorganici) e l’efficacia di un biocida ad ampio spettro, il biossido di cloro, erogato in continuo mediante una pompa dosatrice.

Questo sistema, completamente automatico e quindi di semplice utilizzo, prevede la sostituzione dei filtri una volta l’anno e della boccettina predosata di biossido di cloro una volta al mese, in assenza di qualsivoglia esposizione del personale a rischi. L’orientamento della Commissione ministeriale è di istituire protocolli di verifica annuale di controllo nel contesto di ogni ambulatorio mirati alla prevenzione delle legionellosi.

Queste verifiche potrebbero essere idonee anche nei confronti di altri microrganismi patogeni. Sarebbe opportuno attuare veri sistemi di prevenzione, controllo e disinfezione adottati, per la salute pubblica.

Odontoiatra.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.