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Il dolore alle articolazioni nei pazienti con osteoartrosi dell’ ATM

Introduzione.

L’ anatomia dell’articolazione temporo-mandibolare.

L’ATM è una articolazione condiloidea doppia che si stabilisce le fosse mandibolari dei temporali e le teste dei condili della mandibola.

E’ una articolazione doppia perchè tra le due superfici articolari che sono discordanti è interposto un disco fibrocartilagineo completo che divide la cavità articolare in due parti separate: l’articolazione tra la fossa mandibolare e la superficie superiore del disco nonchè l’articolazione tra la faccia inferiore del disco e la testa del condilo mandibolare.

Articolo.

L’iniezione intrarticolare di farmaci è molto usata in ortopedia per lenire il dolore alle articolazioni nei pazienti con osteoartrosi per i quali i trattamenti farmacologici o la fisioterapia non risultano efficaci. I principi attivi più utilizzati sono gli anestetici locali, i corticosteroidi, l’ossigeno-ozono e specialmente l’acido ialuronico mentre le articolazioni trattate sono diverse, da quelle piccole come le interfalangee fino alle più voluminose come quella del ginocchio e dell’anca. Tuttavia un approccio fortemente innovativo nelle tecniche di infiltrazione articolare è rappresentato dall’uso di PRGF, un particolare concentrato piastrinico (PRP) già noto in chirurgia orale e implantare.

Nello specifico, uno studio ha dimostrato l’utilità dell’impiego dell’infiltrazione con PRGF nel trattamento dell’osteoartrosi dell’articolazione temporo-mandibolare (Atm). Ne sono autori Alberto Giacomello, la professoressa Carmen Mortellaro dell’Università del Piemonte Orientale, Giorgia Gallesio, Marco Mozzati e Maurizio Giacomello, professore a contratto di gnatologia presso il corso di laurea in odontoiatria dell’Università di Milano-Bicocca, che ha coordinato il gruppo di ricerca.

In questi pazienti l’approccio tradizionale prevede l’impiego di un lavaggio articolare variabilmente associato all’iniezione di acido ialuronico che, grazie alle sue proprietà antiflogistiche e alle capacità di idratazione tissutale, induce un miglioramento della funzionalità articolare. Il team di Maurizio Giacomello ha invece utilizzato il PRGF (Plasma Rich in Growth Factors), ovvero un concentrato piastrinico autologo che sfrutta le proprietà delle piastrine e dei fattori di crescita che esse liberano per ottenere la guarigione tissutale.

Questo biomateriale si ottiene mediante la centrifugazione, secondo parametri ben codificati, di sangue venoso del paziente e la successiva separazione delle diverse componenti ematiche. Il PRGF è così in grado di accelerare e amplificare i naturali processi biologici di guarigione dell’organismo, stimolando la proliferazione e la differenziazione cellulare, la rigenerazione dei tessuti associando un importante effetto antinfiammatorio dovuto alla liberazione di HGF (Hepatocyte Growth Factos) piastrinico.

Lo studio è stato condotto su 13 pazienti, dall’età media di 47 anni con osteoartrosi all’Atm associata a dolore articolare cronico, trattati con due infiltrazioni articolari di PRGF-Endoret (Bti Biotechnology Institute) a distanza di un mese. Gli autori hanno misurato la massima apertura della bocca (MMO – maximum mouth opening) e valutato l’intensità del dolore prima del trattamento, trenta giorni dopo (subito prima della seconda iniezione) e dopo sei mesi. Il dolore, secondo la scala visuo-analogica Vas è passato da un valore medio di 7,69 a 1,54 fino a 0,23, mostrando dunque differenze statisticamente molto significative. Un analogo miglioramento si è registrato a livello funzionale con la MMO che, dopo un valore medio iniziale di 30,15 mm, è andata aumentando a 37,54 mm fino ai 39,54 mm dell’ultima misurazione. Nonostante il ridotto numero di pazienti, tali risultati appaiono davvero notevoli sia in termini di controllo del dolore sia di miglioramento funzionale.

Sebbene sia un trattamento innovativo, esso presenta l’indubbio vantaggio della sua maggior facilità esecutiva rispetto a una artrocentesi con doppio ago, garantendo comunque ottimi risultati funzionali sia nel breve che nel lungo periodo anche per quei pazienti che non hanno tratto giovamento dal solo approccio gnatologico tradizionale con placche di svincolo o di riposizionamento.

La liberazione dei fattori di crescita da parte delle piastrine rappresenta un passaggio cruciale nel processo di guarigione di ogni tessuto corporeo. Per questo motivo l’impiego del PRGF si è dimostrato molto efficace nella guarigione dei tessuti, sia molli sia duri, in chirurgia orale e implantare, sia nel trattamento dell’osteoartrosi dell’Atm.

Dobbiamo comunque ricordare che, al pari di altre tecniche chirurgiche, non si ottiene la restitutio ad integrum dell’anatomia articolare, ma semplicemente se ne migliora la funzionalità e si elimina il dolore. Molto probabilmente la liberazione dei fattori di crescita permette la risoluzione dell’infiammazione intrarticolare e la successiva ricostituzione di uno pseudodisco fibroso che sostituisce il menisco ormai irreparabilmente danneggiato. Bisogna aggiungere però, che solo l’applicazione di protocolli precisi nella formulazione del concentrato piastrinico, validati sia scientificamente sia da anni di esperienza clinica e di laboratorio, può portare alla gestione di questi fattori di crescita in maniera controllata e ripetibile, diventando delle importanti chiavi di successo proprio perché inducono una rigenerazione biologicamente controllata da meccanismi fisiologici!

odontoiatra.it

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