Paure del paziente emofiliaci li allontanano dal dentista.

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Da FedEmo i consigli ai dentisti su come trattare questi pazienti.

Ogni approccio invasivo, per i pazienti emofilici determina una paura di “farsi male”, anche dal dentista. Paura per i possibili rischi derivati dagli interventi sempre più complessi che l’odontoiatria moderna, e l’implantologia   in particolare, comporta che portano i malati emofilici a ritardare o peggio rinunciare alla cura odontoiatriche.

 

Da qui la necessità che tali procedure vengano eseguite in strutture con esperienza e competenze adeguate rispetto alla tipologia (IRCSS, Università) e alla presenza di unità di trattamento complesse, con la necessità di collaborazioni tra lo specialista odontoiatra e quello ematologico.

 

A lanciare l’appello è Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) che ha organizzato ieri martedì 6 maggio presso l’Auditorium del Ministero della Salute l’evento dal titolo ”Malattie del cavo orale: un patto per la Salute”. Incontro organizzato in collaborazione con A.N.P.O. e da C.I.P.O.O.O.C.M.F. (Collegio Italiano Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale).

 

“Chiediamo vengano colmate le differenze tra le Regioni per assicurare pari disponibilità di trattamento in Italia e, nel mondo, rendere accessibili le cure alla totalità dei malati emofilici”, ha detto Romano Arcieri (nella foto), segretario generale della Federazione delle Associazioni Emofilici.

“Quando parlo di trattamento e di cure mi riferisco anche al rapporto tra il paziente emofilico e le cure odontoiatriche: dalla prevenzione ai difetti della coagulazione fino alle Prestazioni Ambulatoriali Complesse (PAC), il paziente emofilico dovrebbe avere parità di trattamento in tutta Italia e il tutto il mondo”.

”Quando ero bambino – ha continuato Arcieri – non avevamo a disposizione profilassi o prodotti terapeutici per la cura dell’emofilia. Avevamo paura di ”farci male” ogni volta che andavamo dal dentista per qualsiasi approccio invasivo. Tutto questo ha così condizionato le scelte di molti pazienti, che si sono sottoposti a cure dentarie con grande ritardo. Oggi abbiamo bisogno che le procedure invasive – come ad esempio gli impianti – che necessitano di una tecnica specifica e di un’adeguata copertura emostatica, siano effettuate all’interno di strutture con esperienza e competenze adeguate, e dove vi sia una stretta collaborazione tra lo specialista odontoiatrico e quello ematologico. Auspichiamo inoltre una maggiore informazione ai dentisti del territorio attraverso la divulgazione di materiale informativo definito tra l’odontoiatra e l’ematologo, oltre alla possibilità di sviluppare una rete di specialisti odontoiatrici di riferimento riconosciuti dalle Regioni: tutto questo creerebbe una vera e propria ”rete di sostegno” ed innalzerebbe il livello delle cure offerte alla comunità emofilica in termini di appropriatezza”.

 

Per aiutare dentisti e pazienti nel rapporto di cure la FedEmo ha reso disponibili degli utili consigli per dentisti e pazienti.

 

Linee guida per il dentista

 

1.Sviluppare una sinergia fra Centri Emofilia e Specialisti dedicati.

2.In caso di trattamento odontoiatrico di paziente emofilico, avvalersi di una collaborazione con i Centri Odontoiatrici specializzati.

3.Attuare protocolli di prevenzione e profilassi delle lesioni provocate dalle carie nei pazienti in età pediatrica.

4.In caso di interventi odontoiatrici invasivi, utilizzare adeguati protocolli chirurgici di emostasi locale.

5.Tutte le manovre odontoiatriche ad alta invasività devono essere effettuate secondo le direttive dei protocolli ematologici inviati dai Centri Emofilia.

6.In caso di prescrizione di terapia antalgica/analgesica è sconsigliata la somministrazione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

7.Intercettare le forme di malocclusione ad alto rischio di trauma facciale.

8.In caso di trauma dentale di un paziente emofilico, contattare immediatamente il Centro Emofilia di riferimento.

 

 

Linee guida per il paziente

 

1.Portare sempre con sé il tesserino (o placca metallica) identificativo per dati anagrafici e patologia ematologica.

2.Portare sempre con sé i recapiti telefonici del medico ematologo curante e del Centro Emofilia di riferimento.

3.Portare sempre con sé i riferimenti del farmaco prescritto dal Centro Emofilia per il controllo dell’emostasi ed essere ben informati sulle caratteristiche.

4.Effettuare visite periodiche di controllo almeno una volta l’anno.

5.In età pediatrica, durante la dentizione decidua, effettuare controlli semestrali.

6.Sottoporsi ad igiene orale professionale almeno una volta l’anno.

7.Mantenere quotidianamente un buon livello di igiene orale mediante utilizzo di spazzolino e filo interdentale.

8.In caso di sport a rischio di trauma facciale, utilizzare presidi di sicurezza (dal casco al paradenti).

9.In caso di trauma dentale accidentale, contattare il Centro Odontoiatrico ed Emofilia di riferimento.

10.In caso di frattura del dente conseguentemente a trauma, provare a recuperare il frammento e raggiungere il Centro Odontoiatrico di riferimento.

11.In caso di perdita dell’elemento dentale conseguentemente a trauma, conservare il dente in ambiente umido (latte 4/5°C, soluzione fisiologica, sotto la lingua) dopo averlo lavato, avvertire il Centro Emofilia e recarsi urgentemente al Centro Odontoiatrico di riferimento.

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