Ricerca/igiene orale/erosione dentale/alimentazione

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Una buona igiene orale accompagnata da una sana alimentazione, sono la base di tutta la salute della nostra bocca. Odontoiatra.it si è sempre espresso a riguardo.

In questo articolo parleremo delle cause principali che inducono l’erosione dentale.

Fino a un paio di decenni fa la perdita di sostanza dura del dente era, esclusivamente correlata alla patologia cariosa che, come noto, riconosce una eziologia dovuta alla produzione di acidi organici da parte dei batteri della placca batterica organizzata in biofilm.

Questi acidi inducono processi di demineralizzazione della porzione minerale del dente, portare alla perdita di sostanza dentale e alla cavitazione con tutte le sue conseguenze tra le quali anche la sofferenza pulpare.
Oggigiorno la perdita di sostanza dura del dente si osserva molto frequentemente, spesso in misura maggiore della carie, nei processi erosivi dovuti ad acidi di natura esogena o “estrinseci” oppure endogena o “intrinseci”. Gli agenti erosivi sono in grado di rimuovere porzione minerale dalla superficie del dente senza indurre, quasi mai, il rammollimento dei tessuti stessi e per questo motivo le cavità che si vengono a produrre sono anche chiamate cavità “pulite”, proprio perché prive di tessuto rammollito, e placca batterica. Gli agenti erosivi esogeni comprendono principalmente le bevande carbonate (capostipite è sicuramente la nota bevanda color caramello a base di cola), vale a dire quelle bevande che nella loro composizione contengono l’acido ortofosforico, l’acido carbonico e, spesso, discrete quantità di acido citrico.

Sono bevande gassate ma non è la loro effervescenza alla base dei processi erosivi bensì gli acidi sopraccitati che contengono, tanto è vero che l’acqua frizzante non ha potenziale erosivo. Sempre tra gli alimenti in grado di provocare erosione da acidi estrinseci occorre ricordare gli agrumi e i succhi di agrumi soprattutto se assunti con una discreta frequenza. L’erosione da agente endogeno è da ricondurre al succo gastrico che in virtù del contenuto in acido cloridrico è capace di conferire a quest’ultimo un pH molto basso (circa 1) e quindi un forte potenziale erosivo.
Soggetti affetti da disturbi dell’alimentazione, soprattutto bulimia, comprendono nelle loro manifestazione cliniche il rigurgito indotto volontariamente (vomito) e sono persone ad alto rischio di sviluppare processi erosivi a carico dei tessuti duri del dente.
Secondo Johansson e colleghi pazienti con disturbi dell’alimentazione hanno un rischio di 8.5 superiore al resto della popolazione di presentare processi erosivi a carico degli elementi dentali.

Un recente articolo di Uhlen e colleghi pubblica i risultati di uno studio osservazionale ove sono stati reclutati 66 pazienti bulimici con esperienza di vomito auto-indotto e in cura presso un centro dedicato ai disturbi alimentari nel periodo di tempo che va dal 2005 al 2013.
Dal campione di pazienti reclutati risulta che 20 di questi (30,3%) non presenta alcun segno di erosione a carico dei tessuti duri del dente mentre 46 soggetti (69,7%) evidenzia lesioni erosive nello smalto (19 soggetti) oppure in smalto e dentina (27 soggetti).
Le lesioni erosive si presentano principalmente sulla superficie palatale dei denti frontali superiori ed erano più severe e anche estese anche alla superficie palatale dei settori latero-posteriori all’aumentare del periodo in cui si manifestavano i processi di vomito auto-indotto.
I processi erosivi sulla superficie occlusale si osservano in concomitanza di erosione di grado severo sulle superfici palatali e, quando presenti, interessano spesso anche la dentina.

Lo studio pone in evidenza la correlazione positiva tra disturbi dell’alimentazione complicati con processi di vomito auto-indotto e fenomeni erosivi a carico dei tessuti dentali ed enfatizza come il disturbo alimentare può essere risolto con opportune terapie e supporti mentre le perdite di sostanza dura del dente da agente erosivo endogeno (succo gastrico) rimangono e spesso richiedono un trattamento odontoiatrico restaurativo o addirittura riabilitativo.
L’odontoiatra ha un ruolo fondamentale, durante la prima visita, nell’ intercettare lesioni da sospetta eziologia erosiva e, attraverso un’anamnesi accurata, portare alla luce un disturbo dell’alimentazione del paziente che, spesso, tende a non parlare di questo problema,nascondendolo.

Maggiori approfondimenti consultando: ALIMENTAZIONE, IGIENE ORALE

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