Ringiovanimento del volto con il laser non ablativo frazionato.

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Un processo di invecchiamento della pelle – causato dal rallentamento delle funzioni di ricambio tissutale e accelerato da fattori quali la prolungata esposizione al sole, il fumo e lo stress –

Uno degli strumenti più efficaci per contrastare questo processo è il laser, da molti anni impiegato in medicina estetica per lo skin resurfacing: una metodica di rinnovamento della pelle che ringiovanisce notevolmente i tessuti, correggendo molte delle componenti dermo-epidermiche dell’invecchiamento. Fino a poco tempo fa, tuttavia, l’impiego del laser per il ringiovanimento cutaneo comportava l’insorgenza di svariati effetti collaterali: diffusi arrossamenti, desquamazione marcata, edema, bruciore, con la necessità di frequenti medicazioni e con tempi di “recupero” piuttosto lunghi. Ultimamente, la scoperta del laser non ablativo frazionato ha consentito di ovviare a questi inconvenienti, coniugando i vantaggi del laser tradizionale con una sensibile riduzione degli effetti collaterali. Questo particolare tipo di laser – che sfrutta sorgenti di luce nell’ambito dell’infrarosso – causa numerosi micro-danni termici che interessano piccolissimi cilindretti di pelle del diametro di circa 100 microns (invisibili a occhio nudo), perfettamente distanziati tra loro. Questo fenomeno è noto come “fotodermolisi frazionale”. L’effetto termico, che non comporta alcun sanguinamento, innesca i meccanismi di riparazione tissutale e riattiva il metabolismo cellulare con due importanti risultati: a livello dell’epidermide, provoca l’esfoliazione delle vecchie cellule iperpigmentate e foto-danneggiate, con un notevole rinnovamento della superficie cutanea, l’attenuazione delle rughe e una maggiore omogeneità dell’incarnato; a
carico del derma determina invece l’eliminazione del collagene danneggiato e il rilancio  dell’attività dei fibroblasti che producono nuovo collagene: grazie a una maggiore compattezza della trama di sostegno dermica, la pelle ritrova turgore ed elasticità. La fotodermolisi frazionale ottenuta con questo particolare tipo di laser è una metodica non invasiva, in quanto l’attività termica del laser penetra in profondità lasciando intatto il tessuto adiacente. Per questo, a differenza da quanto accade con il laser tradizionale, la cute trattata può guarire molto più rapidamente (entro alcuni giorni) senza la necessità di continue medicazioni. Prima del trattamento viene applicata una crema anestetica e, per scongiurare il rischio di infezioni, si effettua una semplice profilassi antivirale e antibatterica. Subito dopo il trattamento la cute apparelievemente gonfia e arrossata: il gonfiore e l’arrossamento scompaiono però nel giro di 4-6 giorni. Dopo il primo trattamento la pelle appare più morbida, luminos a ed elastica. Nelle settimane successive (i risultati definitivi si evidenziano dopo due-tre mesi), la progressiva riparazione dei tessuti in profondità attenua gradualmente le rughe e le macchie cutanee e dona tono e compattezza
all’ovale del volto. Le sedute possono essere da tre a sei, a seconda delle condizioni iniziali, intervallate da una ventina di giorni circa.

Il consiglio di Lierac

Per combattere il rilassamento cutaneo, attenuare le rughe di superficie, distendere i tratti e restituire tono alla pelle, i laboratori Lierac hanno messo a punto il nuovo trattamento Cohérence L.IR che si ispira alla tecnica del laser infrarosso. In formula, i cristalli micronizzati di tormalina rosa (ricca di oligoelementi quali alluminio, ferro, litio, calcio, sodio e magnesio, equiparabili a vere e proprie ricariche di energia per la pelle) e i vettori
acceleratori di collagene di tipo III, in grado di stimolare la sintesi di nuovo collagene.
Grazie a un uso costante, la pelle ritrova la compattezza, il turgore e l’idratazione tipiche della giovinezza.

In farmacia a partire da metà ottobre.

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