Ruolo della scuola nell’educazione alimentare

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Una delle più significative affermazioni della medicina tradizionale cinese è la seguente: l’uomo è un microcosmo inserito nel macrocosmo universo del quale rispetta le leggi.

Questa frase contiene in sé la storia dell’uomo, della sua evoluzione e del suo rapporto assolutamente inscindibile con la natura.

In un’epoca non molto lontana, che potremmo individuare in quella precedente al fenomeno della globalizzazione, di per sé caratterizzata dalla velocizzazione delle comunicazioni e dei trasporti, le informazioni che riguardano la natura, i suoi ritmi, la stagionalità, facevano parte della vita quotidiana.

Si accompagnava la nonna in campagna per cercare gli asparagi; si aspettava settembre per fare la salsa in famiglia; si rispettavano le fasi lunari per compiere alcune semplici operazioni della vita di tutti giorni.

Le cose sono cambiate, probabilmente in meglio, nel senso che la qualità della vita, le strutture a disposizione e tante altre caratteristiche della quotidianità, sono certamente diventate più comode ed agevoli.

Il prezzo di questa crescita, di questa facilitazione della quotidianità è – però – quello di sfuggire, quasi inevitabilmente, al ritmo dell’universo.

Che questo sia un bene o un male è davvero difficile stabilirlo a priori, anche se cominciano ad abbondare gli studi che mettono in relazione certe reazioni del nostro organismo, in particolare l’acidificazione, con il consumo di cibi al di fuori cella loro stagionalità.

Ed è sempre più frequente il richiamo, nel suggerire stili di . ita corretti, al recupero di un rapporto nuovamente stretto con la natura che di per sé manifesta in maniera sempre più evidente, diremmo quasi drammaticamente evidente, il suo dissenso verso l’aggressività dell’uomo, sotto forma di cambiamenti climatici, dissesti idrogeologici, riscaldamento del pianeta, ecc.

Si può concludere che, pur nel rispetto dei risultati raggiunti : dalla tecnologia evolutiva, sarebbe utile recuperare un rapporto più rispettoso con la natura, in tutte le sue manifestazioni

Per questo motivo, la SENB (Società Europea di Nutrizione Biologica), lavora molto a livello scolastico dove, però, si incontrano situazioni non sempre entusiasmanti.

Se da un lato, infatti, i programmi finalizzati ad una maggiore attenzione dei giovani nei confronti dell’ambiente, dell’alimentazione e dello stile di vita sono sempre più frequenti, dall’altro è inevitabile trovare in quasi tutte le scuole distributori di quei cibi che tanto sono chiamati in causa negli ultimi tempi come responsabili di una cattiva educazione alimentare e soprattutto di una cattiva salute, oltre che della crescente epidemia di obesità tra i giovani.

Il danno indiretto, meno evidente, è che i ragazzi si abituano all’indipendenza alimentare potendo con pochi spiccioli soddisfare la propria fame apparente, allontanando da sé concetti quali l’utilità reale di quel cibo per il proprio corpo, la stagionalità, il rispetto per se stessi e – quindi – per il mondo che li circonda.

Da una recente indagine svolta nelle scuole superiori italiane è emerso che poco più del 50% della popolazione era in grado di dare una definizione corretta della parola “stagionali­tà” riferita a frutta e verdura e l’andamento sembra essere in deciso calo.

Non è difficile preconizzare che tra una o al massimo due generazioni questa parola non avrà più alcun senso logico gra­zie al progressivo allontanamento dalle campagne, ma anche e forse soprattutto per la grande disponibilità di cibo, di qua­lunque cibo, in qualunque stagione dell’anno.

Si parla di decrescita felice, intendendo rivalutare il ruolo del cittadino che si dedichi alla campagna ed alle attività ad essa connesse.

Ma, a voler essere realisti, un viraggio verso questo nuovo modo di valutare certe professioni risulta essere decisamen­te improbabile, almeno a breve termine.

Ecco perché ci sentiamo di suggerire che siano proprio i pro­grammi scolastici a dover prevedere il mantenimento di una precisa forma di educazione al rispetto della natura ed alle co­noscenze di come la natura si rapporta con l’uomo.

Accanto ai programmi classici della formazione dei ragazzi dovrebbero essere rese obbligatorie materie quali l’ecologia, la conoscenza dei prodotti della terra, le metodologie di col­tivazione ed altri argomenti connessi.

I programmi dovrebbero iniziare dai primi livelli scolastici e terminare con le scuole superiori, in modo da fornire una cor­retta formazione ai nostri ragazzi senza soluzione di conti­nuità.

Alla teoria dovrebbe essere accompagnata la pratica; que­ste lezioni dovrebbero avere pari dignità di quelle per le qua­li viene assegnato un voto.

Noi crediamo che questo debba essere fatto al più presto nella speranza di rallentare all’inizio, fermare e, auspicabil­mente, invertire questo apparentemente inesorabile distac­co tra l’uomo e l’ambiente che Io circonda.

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