Scopriamo che ruolo hanno i solventi nei trattamenti canalari

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odontoiatra.it, trattamenti canalari, solventi
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Nell’endodonzia le più note cause di fallimento sono un trattamento primario inefficace, la reinfezione del canale radicolare per perdita o infiltrazione del sigillo coronale, infezioni extraradiculari, lesioni cistiche, e corpi estranei relativi alla estrusione di detriti durante i trattamenti canalari.

In letteratura numerosi studi confrontano l’efficacia dei ritrattamenti paragonandone le varie tecniche o strumenti utilizzati, ma quasi nessuno, tranne quello di cui parleremo a breve, ha valutato gli effetti che i vari solventi ,utili per sciogliere i sigillanti canalari, possono avere sulla quantità di detriti estrusi apicalmente.

Dai pochi dati presenti in ricerca però pare che la quantità di detriti estrusi apicalmente e la durata dei ritrattamenti siano significativamente ridotti se si usa uno specifico solvente per rimuovere i precedenti sigilli canalari.

La rimozione dei cementi e della guttaperca canalari si può ottenere con:

Sistemi (NiTi)
Sistemi ad ultrasuoni
Sistemi laser
Solventi
Tra i solventi in commercio alcuni sono più specifici per i cementi canalari a basi resinose, altri per i cementi a base di eugenolo e altri ancora per la guttapercha.

Nel recentissimo studio pubblicato sul Journal of Endodontics di settembre 2015 si indaga proprio la quantità di detriti estrusi apicalmente conseguentemente ai ritrattamenti di canali sigillati con vari cementi a base resinosa e non e guttapercha utilizzando i seguenti solventi:

A) Resosolv (Pierre Rolland, Merignac, Francia) è un solvente prodotto specificatamente per
sciogliere sigillanti a base di resine.e contiene il 95% di dimetilformamide e l’1% -2% di Cinnamomum cassia.

B) Endosolv E (Septodont, Parigi, Francia) è un solvente specifico per sigillanti a base di eugenolo. Endosolv E contiene il 50% -90% tetracloroetilene,, il 2,5% -10% di acetato isopentile, e 1% di timolo.

C) Guttasolv (Septodont) è un solvente a base eucaliptolo, per ammorbidire la guttaperca.

In questo studio in vitro gli autori hanno preso in considerazione novanta centrali e laterali mandibolari umani. I denti sono stati trattati endodonticamente utilizzando il sistema reciproc # 25 .08 al nickel titanio sono stati divisi casualmente in 6 gruppi.

Nei:

Gruppi 1, 2,e 3, i canali radicolari sono stati sigillati con cementi a base di resine epossidiche e guttaperca
Gruppi di 4, 5, e 6, i canali sono stati sigillati con cementi a base di ossido di zinco-eugenolo e guttaperca.
Ciascun dente è stato collocato in una fiala di vetro per la sperimentazione.

Tutte le otturazioni canalari sono state successivamente rimosse con il sistema ProTaper per i ritrattamenti al nichel-titanio.

Durante la procedura di ritrattamento sono stati abbinati i seguenti solventi:

Nel gruppo 1 :Resosolv
Nel gruppo 4 : Endosolv E
Nei gruppi 2 e 5, Guttasolv
I gruppi 3 e 6 hanno rappresentato i gruppi controllo per i due diversi tipi di cemento canalare, e in questi gruppi non sono stati utilizzati solventi.
I tempi richiesti per i ritrattamenti sono stati registrati.

I risultati avuti in vitro di questo studio si evidenzia che i solventi sono molto utili per ridurre sia il tempo di esecuzione del trattamento stesso che l’estrusione di detriti oltre apice, quindi sono ampiamente consigliati. Certo è che necessitano ulteriori studi analoghi a questo per offrirci più dati in merito comparativi.

La quantità di detriti estrusi apicalmente e il tempo necessario per il ritrattamento vanno a diminuire in modo significativo quando si usa un solvente specifico per sciogliere il sigillante canalare . Il solvente Guttasolv (gruppi 2 e 5), permette di ottenere una riduzione di quantitativo di detriti estrusi apicalmente e di tempo richiesto per portare a termine il trattamento per entrambi i sigillanti canalari, sia a base di resinos che eugenolo.

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