Sull’ultimo numero di RIS si parla di protesi fissa e dei nuovi materiali grazie a interessanti ricerche

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In attesa del primo numero del 2014 vi riproponiamo la presentazione dell’ultimo numero del 2013 da parte del Direttore Scientifico prof. Marco Esposito.

In questo numero parliamo di protesi. Si comincia con una revisione sistematica sulla sopravvivenza della faccette in ceramica non feldspatica a 5 e 10 anni che include 10 studi.

A 5 anni la sopravvivenza riportata delle faccette Empress è del 92,4%, mentre a 10 anni varia fra il 66% al 94%.
I dati relativi ad altre ceramiche non feldspatiche sono piuttosto scarsi in quanto sono stati pubblicati solamente 3 studi con un follow-up a 5 anni relativi a faccette costruite in Empress2, Cerinate e varie ceramiche Cerec. Il secondo articolo è un’altra revisione sistematica che si occupa della prognosi ad almeno 5 anni di diversi tipi di protesi per pazienti parzialmente edentuli. Sono stati identificati solamente 15 studi di cui 10 di scarsa qualità e 5 di qualità moderata. I 5 studi di qualità moderata presentano dati a 5 anni relativi a corone o protesi fisse parziali supportate da impianti. Le rispettive sopravvivenze protesiche riportate sono state del 91% e 94,7%, rispettivamente.
Gli autori di queste 2 revisioni hanno controllato rispettivamente ben 4.294 e 7.675 studi e hanno incluso solamente lo 0,24% e lo 0,20% degli studi identificati. Il dubbio che potrebbe sorgere è se vengono effettivamente condotti un numero sufficiente di studi clinici potenzialmente utili. Magari andrebbero riviste le strategie della ricerca clinica in generale, concentrandosi su meno studi, ma più utili.

E’ stato poi tradotto uno studio prospettico con un periodo di osservazione medio di 7 anni sulla prognosi delle protesi fisse di 3 o 4 unità in zirconia nei settori posteriori. Delle 99 protesi cementate in 75 pazienti, 19 sono fallite completamente (la maggioranza per fratture dei materiali) e 32 hanno richiesto un intervento per essere risistemate dopo fratture della ceramica o scementazioni. Questi numeri non tengono neanche conto di cosa possa essere successo nei 19 pazienti che non hanno completato lo studio (drop-out). In questo caso, il nuovo (protesi in zirconia) non sembra aver avuto prestazioni superiori al vecchio (protesi in metallo ceramica). Morale della storia: prima di sperimentare il nuovo sui propri pazienti, farlo fare ad altri e solamente quando ci sono prove convincenti e attendibili, cambiare materiali o tecniche.

Per finire la prova di quello che la maggioranza aveva intuito da molto tempo: se in caso di pazienti insoddisfatti delle proprie protesi totali mandibolari, sia meglio ribasarle oppure offrire delle overdenture supportate da impianti. In questo studio randomizzato controllato a gruppi paralleli, gli autori dimostrano che i pazienti trattati con overdenture supportate da impianti percepiscono un significativo miglioramento della salute orale a differenza di coloro a cui le protesi sono state solamente ribasate. Per cui un’overdenture supportata da impianti non dovrebbe mai essere negata ad un insoddisfatto portatore di protesi totale mandibolare.
I 2 case report di questo numero descrivono 2 pazienti con problematiche estetiche trattati con tecniche e materiali moderni se non innovativi, in cui si sono ottenuti degli ottimi risultati estetici ad 1 anno dalla terapia.

Prof. Marco Esposito, Direttore Scientifico RIS

I Soci ANDI possono scaricare gratuitamente l’intero numero accedendo alla loro area riservata.

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