Tumefazione sanguinante del palato

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Fig. 1 -Tumefazione irregolare facimente sanguinante al centro del palato
Fig. 2 TC mascellare che mostra lesione espansiva infiltrante la corticale ossea palatina, il seno mascellare e la piramide nasale
Fig. 3 Aspetto istologico della lesione: carcinoma squamocellulare infiltrante altamente indifferenziato

Presentazione del caso

Giunge alla nostra osservazione una paziente di anni 85 affetta da emiplegia e iniziale demenza senile. La signora, completamente edentula, lamenta da circa 2 mesi dolore al palato. L’odontoiatra, interpellato un mese prima, aveva consigliato antisettici locali, l’astensione dall’indossare la protesi superiore e, in caso di permanenza dei sintomi, una visita presso una struttura specializzata. All’esame clinico si evidenzia una tumefazione irregolare di circa 3 cm di diametro, di colore rosso-violaceo e facilmente sanguinante alla palpazione (fig. 1). La paziente pur avendo seguito le indicazioni dell’odontoiatra, aveva riportato solo un debole beneficio: il dolore spontaneo risultava più contenuto, ma si esacerbava al contatto con cibi consistenti, caldi, acidi o salati. Si evidenziano altresì piccole croste ematiche all’interno della narice destra. L’accompagnatrice, interrogata in proposito, riferisce episodi frequenti di modeste epistassi, nelle ultime 2 settimane, che tuttavia andavano incontro a risoluzione spontanea dopo banale tamponamento. All’anamnesi risulta un pregresso carcinoma gastrico (oltre 20 anni prima) per il quale la paziente risulta attualmente libera da malattia; non sono presenti abitudini voluttuarie (consumo di alcol o tabacco) o patologie mucocutanee. La paziente ù in terapia farmacologica con beta-bloccanti, calcio-antagonisti, diuretici, ipoglicemizzanti orali, inibitori delle monoamminossidasi (IMAO) e benzodiazepine da una decina d’anni. Gli autori dichiarano che lo studio presentato e stato realizzato in accordo con gli standard etici stabiliti nella Dichiarazione di Helsinki, e che il consenso informato e stato ottenuto da tutti i partecipanti prima del loro arruolamento allo studio.

La biopsia rivela la presenza di un carcinoma squamocellulare infiltrante altamente indifferenziato.

Diagnosi e cura

Si richiede con urgenza tomografia assiale computerizzata del massiccio facciale e si pratica prelievo bioptico della lesione al confine con il tessuto sano. Le immagini radiologiche mostrano segni di invasione da parte della neoformazione a carico della corticale ossea palatina, del setto nasale e del seno mascellare di destra (fig. 2). La biopsia rivela la presenza di carcinoma squamocellulare infiltrante altamente indifferenziato (fig. 3). Il palato duro non è una sede tipica di localizzazione del carcinoma squamocellulare: risulta più frequente l’interessamento della porzione inferiore del cavo orale (pavimento, margini e pelvi linguale, labbro) oppure il palato molle. Le neoplasie maligne che possiedono un aspetto simile alla neoformazione in questione e che possono piè facilmente colpire questo distretto sono i linfomi non Hodgkin, il sarcoma di Kaposi, il granuloma letale della linea mediana. Anche i tumori maligni a partenza delle ghiandole salivari minori possono con elevata frequenza colpire il palato, soprattutto nelle aree paramediane. La pregressa neoplasia gastrica può suggerire una lesione metastatica. In ogni caso l’ipotesi diagnostica generica di neoplasia maligna invasiva e fortemente supportata dalle caratteristiche cliniche della lesione, dalla rapida espansione, dalla mancata risoluzione dopo l’eliminazione dei potenziali fattori causali e dal coinvolgimento del distretto nasale. L’epistassi, può anche essere giustificata dall’ipertensione, dal diabete e dalle relative cure, ma il suddetto sintomo, unito agli altri elementi, risulta particolarmente sospetto. Solo l’indagine bioptica può dirimere la diagnosi.

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