Una maggiore consapevolezza da parte della politica verso le problematiche del settore odontoiatrico

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Cao, organo istituzionale che rappresenta tutti gli odontoiatri iscritti all’ Albo della provincia di Catanzaro, congiuntamente al sindacato di categoria Andi Catanzaro (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), a seguito dei resoconti della visita fatta dall’On. Furgiuele (Lega) in una Struttura Odontoiatrica di recente apertura nel territorio provinciale, ritiene, nell’ambito della propria competenza, senza alcuna vena polemica ma al fine di una più ampia, precisa e puntuale informazione a favore degli utenti, evidenziare alcuni punti sulla situazione complessiva del delicato settore dell’Odontoiatria. Si sottolinea, intanto, che l’assistenza odontoiatrica territoriale viene svolta per il 92% dal privato in regime libero-professionale; sono 300 i professionisti titolari di strutture odontoiatriche che, con competenza e sacrifici personali, hanno costruito nel tempo una rete assistenziale capillarmente diffusa in tutta la provincia, capace di garantire una elevata qualità delle prestazioni, nonché di creare un importante indotto occupazionale in una difficile realtà come quella calabrese. Difatti la qualità e la capillarità delle cure odontoiatriche, così garantite, consentono ai cittadini calabresi di trovare le giuste risposte alle proprie esigenze in termini di salute orale e, conseguentemente, di non dover ricorrere alla mobilità verso altre regioni, come purtroppo spesso si verifica per altri settori della sanità regionale. L’assistenza odontoiatrica libero-professionale è oggi regolamentata da una Legge emanata dalla Regione Calabria che non solo ha garantito l’aspetto strettamente tecnico dell’attività sanitaria ma ha realizzato anche obiettivi di carattere sociale, organizzativo ed istituzionale, garantendo la sicurezza della salute dei cittadini. La Cao e l’Andi, pertanto, esprimono il proprio interesse ad una maggiore e costante attenzione da parte della politica verso le problematiche del settore, ad iniziare da quelle sulla pubblicità sanitaria e sull’abusivismo della professione, che non trovano, ancora oggi, soluzioni tecnico-legislative nazionali adeguate a tutelare gli ignari cittadini, troppo spesso vittime di messaggi promozionali non rappresentanti la realtà!

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