Una sana alimentazione, una sana salute orale.

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Un’anamnesi accurata è sempre un utile mezzo per conoscere le abitudini del soggetto, ma è spesso complessa. A domanda specifica su che cosa il paziente mangi e quanto spesso mangi un certo alimento, questi (o i genitori nel caso di un bambino) è spesso inconsapevolmente portato a minimizzare il problema con omissioni non di rado determinanti. Qualora si rilevi una discrepanza fra la situazione clinica e le abitudini alimentari riferite, è di estrema utilita` far compilare un diario alimentare: riportare nero su bianco tutto ciò che il paziente assume durante l’arco di 2-3 giornate può aiutare curante e paziente a meglio focalizzare gli errori alimentari e quindi a cercare di porvi rimedio. Cambiare le abitudini alimentari è impresa ardua: la mancanza di motivazione, di una corretta informazione, di tempo per cucinare, unita alla difficoltà da parte degli altri familiari ad adeguarsi al cambiamento dietetico e a considerare il cibo zuccherato necessario, sono solo alcuni degli ostacoli che rendono il cambiamento non facile. In bambini e adolescenti giocano, inoltre, un ruolo non secondario l’adeguamento al gruppo (tutti a merenda mangiano un certo prodotto) e il condizionamento da parte dei mass media attraverso la pubblicità. Di seguito riportiamo alcuni fra i principali consigli dietetici che si possono fornire per favorire il cambiamento,
scegliendo i più indicati al singolo caso. Suggerire di ridurre gli alimenti ricchi di zuccheri puo` risultare di scarsa efficacia se non si propongono contemporaneamente validi sostituti Un metodo relativamente semplice per monitorare la compliance del soggetto al nuovo regime dietetico è la valutazione della concentrazione salivare dei lattobacilli.  Algoritmo procedurale per favorire il cambiamento delle abitudini alimentari.
1. Identificare i soggetti a rischio
2. Istituire un diario dietetico
3. Effettuare test microbiologici per monitorare la concentrazione dei lattobacilli in saliva
4. Decidere gli obiettivi
5. Pianificare il modo per raggiungerli
6. Monitorare il cambiamento (test microbiologici) e rinnovare la motivazione
7. Rinviare il cambiamento, se necessario.

Consigli per il paziente.
Ridurre il consumo di zucchero
Evitare cibi dolci fra i pasti o prima di andare a letto
Preferire cibi che necessitino una più lunga masticazione, cibi ricchi di fibre e poco elaborati
Lavare, se possibile, i denti dopo la loro assunzione
Spiegare che gli zuccheri sono contenuti anche negli spuntini salati
Spiegare il ruolo del lattosio
Sconsigliare di sorseggiare abitualmente bibite.

Spuntini sostitutivi di alimenti con maggior cariogenicità.
Frutta fresca
Verdure crude
Grissini
Cracker
Spuntini a base di riso
Panini e focacce
Popcorn
Succhi di frutta senza zucchero aggiunto. In commercio sono disponibili test microbiologici semplici che permettono di effettuare una valutazione semi-quantitativa (per classi di rischio) dei due principali gruppi di batteri coinvolti nell’eziopatogenesi della carie: gli streptococchi del gruppo mutans e i lattobacilli. Un’elevata concentrazione salivare di questi ultimi microrganismi è correlata sia a una scarsa igiene orale (dato facilmente verificabile con l’ispezione) sia a un elevato consumo di carboidrati. La loro valutazione, pertanto, può fornire indicazioni oggettive riguardo le abitudini dietetiche del paziente.

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